Folia Canonica 2. (1999)

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376 BOOK REVIEWS Elvira, la lettera del diacono Giovanni a Senario e di Papa Innocenzo I e Gregorio Magno fino al pensiero di Isidorio di Siviglia. II Cap. II dalla diversité di opzioni tra Oriente ed Occidente analizza l’affermarsi della disciplina romana nelle Chiese d’Occidente con la difesa della prerogativa episcopale nell’amministrazione del sacramento della confermazi- one. Si ha qui il paragrafo relativo alla volonté ricondurre gli Orientali alla disciplina romana a cui seguono il pensiero di Tomaso d’Aquino e le statuizini dei Concilio di Firenze. La prassi delle Chiese orientali forma la materia del capitolo III laddove a fronte del ruolo centrale dei Vescovo nella amministrazione dei Sacramenti dell’iniziazione cristiana emerge la scelta propria di tali Chiese secondo una propria tradizione, ed il valore proprio, peculiare e simbolico del santo Myron. La differenza tra Sacerdozio ed Episcopate sono la base per la scelta della prerogativa tipica episcopale per la confermazione: è questa la prima parte del cap. IV a cui segue una relazione circa il pensiero di canonisti e teologi anteriori al Concilio di Trento. Il Concilio di Trento, che a fronte dell’errore dei riformatori che sostenevano l’assoluta uguaglianza tra vescovi e sacerdoti, viene effettuata una condanna nella VII sessione, fino al progetto elaborativo di un canone, la sua discussione e definitivité è la materia del Cap. V. Fautore prosegue valutando il significato e la portata delle dichiarazioni conciliari, fino all’edizione dei Catechismo ad parochos. Segue il capitolo VI che tratta della legislazione canonica dopo il Concilio di Trento e dei contributo apportato da Benedetto XIV con gli altri documenti normativi e generali rilevanti per Fargomento. La Parte II dei volume, composta da quattro capitoli, riguarda la riflessione sui ministro straordinario della confermazione a partire dal CIC 1917. Se il Cap. I analizza i canoni e la normatíva del codice piobenedettino con la differenziazione delle espressoini ivi contenute, il Cap. II tratta della svolta e della nuova legislazione con il Spritus Sancti munera del 14 settembre 1946 con una specifica disamina del documento: dai destinatari attivi e Felencazione tassativa, fino ai problemi interpretativi; le questioni ad validitatem ed ad liceitatem, e Fapplicativitá del c. 209 (circa il suplet Ecclesia) nonché la portata dottrinale dei decreto. Si arriva ad ulteriori e nuove aperture da parte dei Supremo legislatore ehe vengono discusse nel cap. Ill con le facolté concesse dalla Sede Apostolica agli Ordinari dell’America latina e delle Filippine, con il cammino testo ad una concessione sempre più ampia circa la ministerialieté presbiterale per la cris- mazione. L’apporto del Concilio Vaticano II e la legislazione liturgica sortita dalFassise è materia del cap. IV che chiude cosî tale parte del lavoro.

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