Horváth Géza (szerk.): A Magyar Természettudományi Múzeum évkönyve 6. (Budapest 1908)

Bezzi, M.: Secondo contributo alla conoscenza del genere Asarcina

VI. ANNALES MU SEI NATIONALIS HUNGARICI. 1908. SECONDO CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZÀ DEL GENERE ASA RUINA. Pel prof. M. BEZZI. Nel 1903 io ho publicato un primo lavoro sul genere Asarcina (Bull. Soc. Entom. Ital., XXXY. 3—19), nel quale la descrizione di una nuova specie italiana mi offri l'occasione di trattare di tutte le specie note ; a questo lavoro io qui mi riferisco per tutte le notizie biblio­grafiche che ora non cito. Disgraziatamente io avevo allora a mia dis­posizione solo quattro esemplari. e tra questi nessuno del distretto indo-australiano ; mi riesce quindi assai gradito di tornare ora di nuovo su questo genere, coll'aiuto di un materiale assai piu ricco che debbo principalmente alia gentilezza del Dott. K ERTÉSZ . Mi trovo infatti da­vanti 51 esemplari del 'gen. Asarcina, di cui 32 appartengono alia raccolta del Museo nazionale ungherese, 4 a quella del Museo di Bruxelles e 15 alia mia propria. Questi esemplari sono distribuiti nel modo seguente : 1 dell'Italia, 23 dell'Africa. 1 della Cina, 1 dellTmalaia (?), 3 di lvelantan (Malacca), 1 di Giava, 6 di Formosa, 2 della Nuova Pbmerania, 12 della Nuova Guinea ed 1 dell'Isola Bali: con cio è com­presa tutta l'area di distribuzione del genere. Con materiale cosi abbondante mi sono potuto persuadere che le specie di questo genere sono molto variabili ; mi sono pero formata la convinzione che esiste un numero abbastanza grande di specie stretta­mente aftini, che sono in parte difiicili da districare. Nelle pagine seguenti ho tentato di distinguere le specie e le forme che mi sono note: questo tentativo è pero sempre da considerarsi come precursorio, in attesa di un materiale più ricco. Per esser ben compreso credo necessario ancora una volta ricor­dare i principali caratteri che distinguono il genere Asarcina dall'affine Syrphus ; la maggior parte sono quelli stessi già enumerati dal LOEW nel 1800. 1. Gli ocelli sono collocati in avanti, molto lontani dal ver­tice ; per ciô il triangolo verticale del maschio è straordinariamente lungo e stretto. almeno il doppio più lungo della sua larghezza mediana, come neir affine gen. Didea. 2. I peli dell' estremita anteriore del to race formano un vero collare. Per bene afferrare questo importante carattere. e necessario rimarcare che qualcosa di simile si osserva anche presso

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