Csornay Boldizsár - Dobos Zsuzsa - Varga Ágota - Zakariás János szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 100. (Budapest, 2004)

PAGNOTTA, LAURA: Una chiesa per cinque affreschi

Anche questa attestazione, benché attribuisca la decorazione a seguaci del Lippi, rimanda con certezza agli affreschi strappati da Steffanoni per l'identità di sogget­to e dimensione. Nel descrivere la chiesetta in questione in una guida di Spoleto e dintorni édita nel 1873, Lorenzo Sinibaldi fonde i due precedenti interventi di Fontana e Guardabassi: "Chiesa di S. Caterina prossima a quella di S. Filippo ora ad uso di rimessa e di proprietà della famiglia Aluigi - Interno. La volta di forma semicircolare reca in Affresco - Nel centro a grandi proporzioni Cristo in atto di benedire; ai quattro lati le mezze figure degli Evangelisti; opera che ricorda una imitazione della scuola del Lippi." 18 Non è perô chiaro corne mai Giuseppe Angelini Rota, nel 1920, in Spoleto e il suo territorio, parlasse ancora degli affreschi menzionandoli come in loco: "A des. della fronte di S. Filippo è una diruta chiesina, detta di S. Caterina, con qualche affresco (Cristo Benedicente tra le mezze figure degli Evangelisti) ritenuto di Filippo Lippi." 19 Per concludere la rassegna bibliografica vorrei citare quanto aveva scritto nei propri taccuini Monsignor Luigi Fausti, erudito e storico locale (1883-1943), rela­tivamente alla chiesa: "S. Caterina della Stella - Chiesetta già esistente presso quella di S. Angelo de Gilibertis, dov'è oggi la casa Profili, sotto S. Filippo. Nei fondi di questa casa si vedono ancora resti di pitture - ora chiamata S. Caterinuccia, e fu edificata in epo­ca non conosciuta dalla Confraternita omonima, cui sempre appartiene, detta in alcuni documenti: Confr. di S. Caterina della Stelletta. (V.4 e P.) Il Lascaris dice che il tetto era a volta e dipinto picturatum. (III, 172)." 20 e alla Confraternita: "Confrat. di S. Caterina - fu detta anche della Stelletta, e sorse lungo il sec XVI c?) nella chiesina di S. Caterina della Stella , presso cui ebbe il suo oratorio. Usava sacco bianco e cingolo rosso. Nel 1615 fu aggregata allArciconfr. del Gonfalone di Roma; nel 19 fu trasferita nella chiesa di S. Gregoriuccio e nel 1936, passô in quella di S. Filippo. (V. 4. III, 172.)". 21 18 L. Sinibaldi, Guida di Spoleto e suoi dintorni compilata sulla scorta di memorie e documenti storici, Spoleto 1873, 25. 19 G. A. Rota, Spoleto e il suo territorio, Spoleto 1920, 49. 20 L. Fausti, Chiese (manoscritto in miscellanea), Appunti di storia locale, parte IV, int. 20, c. 216. (Biblioteca Comunale G. Carducci di Spoleto). 21 Id., Confraternité e pie unioni (manoscritto in miscellanea), Appunti di storia locale, parte IV, int. 22, ce. 268-269 (Biblioteca Comunale G. Carducci di Spoleto).

Next

/
Thumbnails
Contents