Csornay Boldizsár - Dobos Zsuzsa - Varga Ágota - Zakariás János szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 100. (Budapest, 2004)
PAGNOTTA, LAURA: Una chiesa per cinque affreschi
Nella lunga sel/promotion vengono enumerate varie operazioni di pulitura, di "trasporto del colorito dalia távola su tele e telai" e di "trasporto dal muro su tele e telai", a proposito del quale il restaurátoré serive: "Per commissione di un privato di Firenze 7 trasportai una volta dipinta da Filippo Lippi in una chiesuola antica esistente in Spoleto, la cui dimenzione ammontava a mq. 35 e che rappresentava = II Redentore <nel mezzo> coi quattro Evangelisti - della grandezza molto maggiore del vero - Oggi trovasi nel Museo di Buda - Pest". 8 Steffanoni strappö quindi i cinque affreschi da Spoleto, presumibilmente fra la fine degli anni ottanta e l'inizio dei novanta dell'Ottocento, comunque entro il 1895. 9 Il "trasponitore di pitture" bergamasco era uno specialista del trasporto di affreschi dal muro e, mediante la collaudata tecnica imparata da Antonio Zanchi - allievo del conte Giovanni Secco Suardo -, era solito depositare la pellicula pittorica strappata su una tela di cotone montata su un telaio ligneo. Tali lavori venivano svolti sempre su commissione o per fini conservativi - moite operazioni furono eseguite per i principali Uffici Regionali per la Conservazione dei Monumenti del nord Italia - o per la vendita. In questo secondo caso per lo più aweniva che qualche mercante, dopo aver acquistato i diritti di stacco di un determinato affresco o ciclo, incaricava Steffanoni dello strappo. I dipinti murali divenivano cosi preziosa merce per golosi collezionisti o direttori di musei anche perché, grazie al nuovo supporto di tela, diventavano facilmente trasportabili e quindi commerciabili. Gli affreschi erano stati attribuiti da Steffanoni - o molto più probabilmente dal mercante fiorentino commissionario del trasporto, Emilio Costantini - a Filippo Lippi. Questa informazione conferma l'identificazione degli affreschi descritti da Steffanoni corne quelli conservati a Budapest in quanto, quando pervennero nell'allora Pinacoteca Nazionale, furono inventariati con riferimento al Lippi. A Spoleto, tra piazza Mentana e via Felice Cavallotti (già via Santa Caterina), si trovava una piccola chiesa chiamata Santa Caterina della Stelletta: qui, la paternità ' L'edificio del Museo délie Belle Arti infatti, é stato inaugurato solo nel 1906; prima di questa data, a partire dal 1871, le sue collezioni si trovavano collocate nell'Accademia délie Scienze (cfr. V. Tátrai, Pittura lombarda nel Museo di Belle Arti di Budapest, Arte Lombardei 139 [2003], 162-168). 8 Registri di Giuseppe Steffanoni (A, p. 185) conservati presso l'Archivio privato della famiglia Steffanoni (Bergamo). Il 1895 è un termine post quem in quanto è l'anno di arrivo degli affreschi in museo, tuttavia è presumibile che i lavori siano stati eseguiti prima, alla fine degli anni Ottanta: Esiste anche la remota possibilità che il distacco sia awenuto in precedenza, in un periodo compreso fra il 1883 e il 1895. Il 1883 è infatti l'anno in cui Steffanoni cominciô l'attività di restaurátoré in proprio; non sembra perô credibile che già nei primi anni ottanta la sua fama fosse cosi solida da arrivare fino al centro Italia.