Csornay Boldizsár - Dobos Zsuzsa - Varga Ágota - Zakariás János szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 100. (Budapest, 2004)

PAGNOTTA, LAURA: Una chiesa per cinque affreschi

degli affreschi sulla volta, ora non più esistenti, era riferita da una lunga e accredi­tata storiografia proprio al Lippi. 10 La data dbrigine del piccolo edificio è incerta; l'informazione mancava già quando Monsignor Giacinto Lascaris registrö ciô che vide durante la propria visi­ta pastorale del 1715: "Ecclesiam Sacram Sancte Catherinae quae vulgo nuncupatur della Stella alias S. Catarinuccia, ad differenthiam alterius supra folio...relatae. Sita est contigua et subtus praefatum gymnasium: a sui mihi ignota Origine. Fuit edificata a Confraternitate sub eodem titulo. Habet Structuram exiguam, quam confiant unica Porta Pavimentum lateratum Tectum fornicatum et picturatum, unica campanula unicumque Altare cum Tabela picta in tela rapresentante imagines B.M.V., S. Dom. cl , et S. Catherinae Senensis, et decentibus supellectilibus notatis in To. Fol...". 11 Il Lascaris peró fornisce un indizio interessante attestando Lesistenza, nella piccola chiesa, di una copertura a volta dipinta (Tectum fornicatum et picturatum) anche se purtroppo non si sofferma sul soggetto e sull'autore della decorazione. 12 Fonti più certe sono alcune opère a stampa redatte a partire dalla meta dell'Ot­tocento. La più chiara e attendibile citazione si trova nell'opuscolo Descrizione della Chiesa Metropolitana in cui Pietro Fontana, descrivendo gli affreschi del Lippi nellabside del Duomo di Spoleto, innesta uninteressante nota: "Chi meglio volesse osservare lo stile grandioso del Lippi puô recarsi a vedere la volta da lui dipinta in una cappella poco distante dalla cattedrale presso la Chiesa di S. Filippo, ora pur troppo convertita in cantina, spettante alia famiglia Aloigi. In questa dipinse il Lippi il Divino Redentore co' quattro Evangelisti di dimensione assai più grande del naturale. Benissimo conservati sono questi dipinti benché in II locale della chiesetta, che ha subito come si vedrà varie modifiche nel corso del tempo, è oggi adibito a Pub. Sulla volta a botte della copertura ora intonacata di giallo, è rimasto un residuo di affresco cosi malandato e ritoccato che è difficile addirittura capire quando sia stato eseguito; esso rappresenta un angelo circondato da ghirlande, che regge uno stemma col monogrammá di Cristo. 11 Sacra Visita di Giacinto Lascaris, vescovo di Spoleto, 4 vol., 1711-1715, tomo III, c. 172, 1713 (manoscritto conservato nell'Archivio Arcivescovile di Spoleto). Neanche la visita apostolica di Monsignor Pietro De Lunel aiuta a dissipare i dubbi in quanto cita rapidamente alcune informazioni generiche: "[...] Eodem die [Die XVI X bris 1571] Visitavit ecclesiam S. ta Catherinae della Stelletta oratórium confrater." 8 disciplinatorum eiusdem nois [nominis] quae ex elemosinis sustentatur et confratres operibus piis incumbunt. [...]". Sacra visita di Pietro de Lunel, vescovo di Gaeta, 1571-1572, c. 213. (II manoscritto originale è conservato presso la Biblioteca Comunale di Foligno; sono state da me visionate le fotocopie presenti presso TArchivio Arcivescovile di Spoleto).

Next

/
Thumbnails
Contents