Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 82. (Budapest, 1995)
ANDREADE MARCHI: Un punto fermo per Angelo Zoppo padovano "ignobile pittore"
nell'ordine, un muro rosa, un varco in ombra dove si insinuano piante simili a palme, un muro grigio dal profilo lumeggiato con una spessa linea chiara, un altro muro rosa con le Stesse piccole feritoie. La distanza che sépara il primo muro dal profilo sinistro della croce del buon ladrone - 74.5 cm - è la stessa; attorno al legno è awolta una corda, quella che lega le gambe del buon ladrone e prosegue al di sotto, nel frammento in situ priva peraltro délie finiture a secco (fig. 36). Le chiome degli alberi, lumeggiate con effetto spugnato, e gli alberi secchi che si stagliano contro le mura confermano ulteriormente, se ve ne fosse bisogno, la pertinenza. A questo punto diventa fondamentale chiarire se la Crocifissione del Refettorio di osservanza sia effcttivamente quella pagata nel 1489 a maestro Angelo, ciô che pure è stato contestatato dal Furlan e dal Lucco. Secondo Muraro 13 l'affresco riemerso nel 1955 era lo stesso dipinto murale - una "Crocifissione del Signore con figure grandi al naturale" - descritto nel 1795 dal Brandolese nel "Refettorio vecchio (ora stanza vicina alla cucina)" e da questi collegato a memorie manoscritte esistenti neU'archivio del Monastero per cui l'avrebbe dipinto "Maestro Angelo nel 1489". 14 Mentre la seconda indicazione apriva la strada ad un collegamento giusto, la prima alimentava una confusione che dura tuttora. Il Refettorio vecchio, corne mi indica gentilmente Padre Francesco Trolese, era infatti un ambiente molto più ristretto subito ad oriente della cucina, verso l'ala che ospiterà il Refettorio di ricreazione, ben distinto dal Refettorio da magro (ossia di osservanza) che anche il Brandolese descrive senza possibilité di equivoco, introdotto dall'atrio col lavabo sormontato da Mose che fa scaturire l'acqua, tuttora esistente, 15 anche se vi vede "la cena di Gesù Cristo in casa del Fariseo dipinta da Paris Bordone" che invece era stata dipinta per il Refettorio di ricreazione ed allora era ricoverata negli appartamenti abbaziali, 16 ma che egli scambia evidentemente con l'Ultima Cena di Romanino (ora nel Museo Civico), corne già prima di lui avevano fatto il Rossetti e il de Lazara. 17 La 13 Muraro, loc.cit. (n. 6). 14 Brandolese, P., Future, sculture, arcliitetture ed altre cose notabili di Padova, Padova 1795, p. 99. Il passo "figure di proporzioni c di vivacità veramente grandi" che il Muraro gli attribuisec è invece di Lanzi, L., Storia pittorica della Italia II. Firenze 1808, cd. a cura di Capucci, M., Verona 1970, p. 36, che probabilmente si riferisec alla medesima opera, se non riprende dal Brandolese stesso. Il Refettorio vecchio, nel 1795 ormai più solo "stanza vicina alla cucina", non poteva che esserc ncll'ala centrale, tra il chiostro del Capitolo e il chiostro dclla cucina, precsistente ai lavori di ampliamento legati alla riforma quattrocentesca. Nella pianta incisa ncl 1694 da Francesco Bcrtin, su discgno del Padre Modesto Albancsc c dedicata all'abatc Massimo Gervasi (fig. 41), talc Refettorio risulta già smantcllato: dovrebbe corrisponderc, giusta anche il passo del Brandolese, al vano indicato come "massaria della cucina" (nr. 27), adiacentc alia "cucina grande" (nr. 28). Padre Francesco Trolesc, come gentilmente mi rifcrisce, ricorda un'apcrtura antica per il passaggio dellc vivandc tra la cucina c il probabile Refettorio vecchio, scopcrta ncllo scasso della muratura c poi tamponata. L'idcntificazionc, errata, del Brandolese era condivisa ncgli stcssi anni da Giovanni Dc Lazara, che il 31 luglio 1793 vede "nclla stanza contigua alia cucina la bella ma anncrita Crocifissione del Signore di figure grandi quanto il naturale, opera di Maestro Angelo scolarc dcllo Squarcion fatta ncl 1489" (Dc Lazara, G., Catalogo delle pitture notificate a Padova [1793], cd. in Dc Nicolo Salmazo, A., La catalogazionc del patrimonio artistico ncl XVIII sccolo. 1793-95: Giovanni Dc Lazara c l'clcnco dclle pubbliche pitture dclla provincia di Padova. Attualità di un sistcma, Bollettino del Museo Civico di Padova 62,1973, p. 70. 15 Brandolese, loc.cit. (n. 14). La statua in bronzo con Mose, di Andrea Riccio, si trova ora a Parigi, al Musée Jacquemart-André (cfr. de la Moureyrc-Gavoty, F., Inventaire des collections publiques françaises. 19. Institut de France. Paris - Musée Jacquemart-André. Sculpture italienne, Paris 1975, cat. 159). 16 È un dipinto in rcaltà di Domcnico Campagnola, riconosciuto come tale da Alcssandro Ballarin, commissionato verso il 1550-52, ora al Musco Civico: Saccomani, E., in Cat. Da Bellini a Tintoretto, op.cit. (n. 3) pp. 152-53. 17 Attardi, L., ibid., pp. 113-15. Talc scambio è supposto da Mariani Canova, G., Aile origini dclla Pinacotcca Civica di Padova: i dipinti dellc corporazioni religiose soppresse c la galleria abbazialc di S. Giustina, Bolletino del Museo Civico di Padova 69 (1980) pp. 3-221, in part. p. 131.