Török Delma (szerk.): Italia. Episodi mediterranei. Esperienze italiane degli scrittori ungheresi, 1890-1950 (Budapest, 2015)
Interpretazioni - Orsolya Hessky: Artisti ungheresi e l’esperienza del viaggio in Italia
importante all'inizio o nel corso della carriera di un artista per conoscere l’arte classica, ma nel secondo Ottocento il centro europeo delle arti figurative ormai era Parigi. Negli ultimi decenni dell'Ottocento fu Palazzo Venezia, l’ambasciata deH'Austria-Ungheria ad offrire alloggio e studio agli artisti arrivati dalla Monarchia. Ne scrive Sándor Nagy nelle sue memorie6 affermando che l’Italia non era cambiata: le stesse esperienze che affascinavano i visitatori nei secoli precedenti, ovvero la presenza della storia, del tempo, l’atmosfera, che trasmetteva la continuità di un millennio, ma anche aspetti molto più tangibili, come il caldo, la siesta, le rovine, la spiaggia e il buon vino. Il resoconto di Sándor Nagy è una fonte interessante anche per quanto riguarda il periodo di transizione fra l’esperienza mistica del viaggio in Italia del secolo precedente e il soggiorno degli artisti nell'Italia fra le due guerre mondiali. Una delle testimonianze di questo periodo è Francesco Szoldatics7 (Ferenc Szoldatics, 1820-1916) che visse in Italia per quasi tutta la sua vita (nel secondo Ottocento). I suoi quadri religiosi erano ispirati dai Nazareni e considerati anacronistici dai posteriori. Naturalmente anche altri artisti ungheresi viaggiarono in Italia, le fonti di ispirazione erano sempre attive, ma ormai non era questo il principio e il fine per gli artisti. Gli acquarelli di Aladár Edvi Illés ( 1870-1958) eseguiti negli ultimi anni dell’Ottocento sono schietti e riservati, e riflettono il carattere del pittore anche se l’interpretazione dell'esperienza delle generazioni precedenti era molto più espressiva. La maggior parte degli artisti che arrivarono nel secondo Ottocento furono artisti maturi, che arrivavano in Italia dopo i loro studi a Monaco di Baviera o a Parigi, dove si affermavano alle esposizioni dei saloni parigini. Questi artisti vedevano l’Italia come una destinazione attraente e ognuno di loro aveva le sue preferenze: ovviamente non potevano e neanche volevano resistere a motivi pittoreschi come la spiaggia e il sole (János Vaszary), i bei portici (Ödön Márffy) o la Galleria Degli Uffizi (Dániel Mihalik). 88