Török Delma (szerk.): Italia. Episodi mediterranei. Esperienze italiane degli scrittori ungheresi, 1890-1950 (Budapest, 2015)
Interpretazioni - Orsolya Hessky: Artisti ungheresi e l’esperienza del viaggio in Italia
quale, anche se solo per un breve periodo, potè partecipare a una delle scuole più moderne dell’epoca, la scuola inglese d’acquerello.3 Tornato in Ungheria Barabás riprese lo stile probabilmente più amato dal pubblico ungherese, ma nel contempo continuò ad avvalersi anche della tecnica dell’acquerello e in queste opere conservò quella leggerezza e quel delicato tocco che aveva appreso dagli artisti inglesi in Italia. Il secondo artista di rilievo, Károly Markó il padre4, dopo i suoi studi nell’Ungheria settentrionale e a Vienna si trasferì in Italia, dove rimase fino alla sua morte. La sua arte si è definita e affermata in Italia e forse senza l’Italia le sue opere non sarebbero nate. Fu quasi l'unico artista ungherese notevole dell’epoca nella scena artistica internazionale, che grazie al fascino dell’antichità e dell'Italia si era notevolmente popolata. Ospitava e incoraggiava sempre volentieri i giovani concittadini ungheresi appena arrivati in Italia per intraprendere il viaggio: fu grazie a lui che Mihály Kovács, Antal Ligeti e József Molnár ( I 821 -1899) vissero e interiorizzarono l’esperienza del viaggio in Italia. Nelle sue opere rappresenta l’Italia come un luogo arcadico, un luogo idilliaco attraente per la maggior parte degli artisti. L’Italia però non era solo l’incarnazione di un sogno fatto di elementi idealizzati, bensì un luogo esistente, con il suo mare luccicante, il sole splendente, l’aria vibrante, e tanti episodi e dettagli di vita quotidiana da attrarre gli artisti ed apparire anche nell’arte di Károly Markó il padre. Dalla metà dell'Ottocento furono questi i dettagli che interessavano sempre di più i viaggiatori che si recavano in Italia per i loro studi. In tutta l’Europa la pittura dei paesaggi assunse sempre più importanza, mentre la sua essenza cambiò, mettendo in risalto aspetti nuovi. Se un artista voleva iniziare la sua carriera, non aveva più bisogno della classica esperienza straordinaria ed indimenticabile del viaggio in Italia, prima considerato indispensabile. Per affrontare i nuovi problemi della pittura non era più necessario viaggiare, ovvero le destinazioni dei viaggi erano più distanti e il viaggio aveva diverse ragioni.5 Il viaggio in Italia come viaggio di studio era naturalmente sempre una tappa 87