Török Delma (szerk.): Italia. Episodi mediterranei. Esperienze italiane degli scrittori ungheresi, 1890-1950 (Budapest, 2015)

Interpretazioni - Orsolya Hessky: Artisti ungheresi e l’esperienza del viaggio in Italia

momento d’interruzione dei viaggi in Italia, ma subito dopo ripresero con vigore ricevendo nuovo impulso e consistenza, particolarmente negli ultimi decenni dell’Ottocento grazie alla rinnovato culto dell’antichità rilanciato dal Classicismo. Firenze, Roma, Napoli e le altre città italiane ridivennero le più importanti mete culturali dell'epoca. Fu così chie ovunque in Italia si trovavano viaggiatori d’ogni cittadinanza europea si nascevano delle piccole comunità chie si mescolavano con quelle delle altre nazioni e collaboravano nella più stretta amicizia. Durante il romanticismo l'Italia continuò a popolare i sogni degli artisti, ad essere la meta d’eccellenza che influenzava il loro spirito a tal punto che per alcuni artisti le esperienze acquisite in Italia rimasero un’indelebile fonte d'ispirazione per la loro intera vita. Il viaggio in Italia aveva un itinerario obbligatorio da seguire: quelli che arrivavano dall’Europa occidentale dovevano attraversare le Alpi, il che era già un’esperienza, un primo impatto eccezionale; coloro che arrivavano dall’Europa orientale - quindi anche gli ungheresi - giungevano prima a Venezia - anch'essa un magnifico per una persona che desiderava conoscere l’Italia. Così, partendo dalle città dell'Italia settentrionale i viaggiatori procedevano lentamente, a tappe verso sud, visitando Bologna, Firenze, a volte anche Pisa per arrivare a Roma, che per molti era la destinazione finale, anche se il panorama pittoresco del golfo di Napoli, lo stupendo spettacolo del Vesuvio (con le eruzioni, che all'epoca erano frequenti2) e l’impetuosa Sicilia attraevano non poco i viaggiatori. Queste esperienze, a portata di mano di tutti i viaggiatori, come anche le opere d’arte, per gli artisti assumevano un valore e un ruolo molto speciale, erano esperienze senza le quali potevano difficilmente immaginare di poter costruire una carriera. Per quanto concerne l’arte ungherese vi è da dire che il viaggio in Italia divenne importante nei primi decenni dell’Ottocento. Tra i tanti giovani aspiranti artisti ungheresi che intrapresero questo viaggio, due meritano attenzione speciale. Il primo, Miklós Barabás ( I 8 10-1 898), fece vari viaggi in Italia anche se il soggiorno più importante fu quello di negli anni 1834-35, che durò un anno e mezzo. Durante questo soggiorno il giovane artista conobbe una tecnica a supporto di carta grazie alla 86

Next

/
Thumbnails
Contents