Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 36. (1983)

NOFLATSCHER, Heinrich – SPRINGER, Elisabeth: Studien und Quellen zu den Beziehungen zwischen Rudolf II. und den bosnischen Christen

54 Heinrich Noflatscher — Elisabeth Springer il detto cavaliero, a ciő puossi tratare et far sapere a Sua Santitá, a Sua Maestá Caesarea et a principi cristiani la rebellione et solevatione quali tratano di fare contra il Turcho, come si puö vedere in detta patenta. Per ciö il detto cavaliero desidera haver audientia da Sua Santitá per farli in­tendere di quanto avisano di detta solevatione et ehe giá hano preparato piú di cinquanta milia homini et di mano in mano vanno íratandó secretamente il negotio. Et a ciö ehe stiano piú inanimati gli detti populi, ha mandato uno a posta in quelle parti, qual é dii habito suo 3), si come gli fu ordinato dal eccellentissimo signor Giovanni Francesco Aldobrandino alia partenza ehe fece per Spagna. Pero si supplica ehe, essendo questo negotio per resultarne tanto bene et salute di tutta la eristianitá, effetuata pero detta impresa, si solevarano non tanto gli cristiani di detto regno come altre provincie circonvicine, ma di piú si apriria la strada di andar sino a Constantinopoli. Et gli cristiani ehe sono in esso regno sono bastanti a prenderlo da loro stessi, ehe sono al numero di settecento milia, ehe la maggior parte di loro hano arme. Et é il piú bel regno che habbi il Turcho, dove gli sono minere d’oro et d’argento et di ogni mettalo 4), paese abondantissimo di ogni cosa et sopra il tutto gente bellicosa. Prima. Con detta impresa si divertiria quella di Ongaria, dove procuraria il Turcho di recuperar detta fortezza, qual non potria mai havere per esser inespugnabile, eccetto che per tradimento. Ogni volta perö ehe fosse ben munita di monitione da vivere et da guerra, che solo quaranta soldati sono bastanti a diffenderla contra qualonque essercito turchesco pergrande ehe fosse; e di giá gli complici tengono apparechiato quello che bisogna per detta impresa. Secondo. Tentaria Parmata turchesca de intrar in golfo5) per recuperar detta fortezza, il che resultaria in bene, perché gli Veneciani non compor- tariano questo et gli fariano ostaculo, dove veniriano a rompersi con il Turcho. Et saria di puoi cosa facile a farli intrar in lega. Terzo. Si mete in consideratione, a ciö che gli Venetiani non pigliano so- speto nel principio et ehe venghino a consentire, sará bene subito effetuata 1’impresa, levar il stendardo della Religione di Santo Giovanni con man- darli vinti o piú cavalieri in presidio, dove veniria a protegerla la Maestá Caesarea et la Maestá Catholica con ogni altro principe cristiano; et in oc­casione dei campo turchesco tutti gli dariano aiuto, perché saria impresa particolar della Religione. Non si dimanda altro a Sua Santitá se non la Sua santa beneditione con un breve essortatorio alii principi cristiani che debbano favorir et dar aiuto a’ detti, acompagnando la patente fatta al detto cavaliere. Öltre di questo si desidera un altro breve, nel qual’ dichiara ehe tutti quelli populi et complici quali sarano in detto tratato et ehe aiutarano tal’ impresa, mo- rendo loro in tal’ fatione habino quella indulgentia qual’ concesse giá la felice memoria di Pio Quinto nella giornata navale contra il Turcho

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