Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 29. (1976)
COVA, Ugo: Trieste e la guerra di corsa nel secolo XVIII
Trieste e la guerra di corsa 149 tinuarono indisturbati nei porti dei Litorale ad esercitare un’attivitá commerciale che per la sua importanza e consistenza nessuno aveva interessé ad ostacolare in qualche modo 1S * * *). Tale situazione di non belligeranza fra Austria e Gran Bretagna non impedi peró che andre sui mare fossero colpiti gli interessi economici dei sudditi asburgici. Infatti, in mancanza di una flotta che potesse diretta- mente esercitare azioni di guerra contro la bandiera imperiale, la Prussia rilasciö, fin dal 1758, déllé lettere di corsa a privati „armatori“ inglesi, i quali, pratici déllé aeque mediterranee per commerci e imprese corsare, diedero inizio ad una caccia assidua alle navi mercantili austriache e toscane, öltre che a quelle della Svezia, alleata dellTmpero nella guerra contro la Prussia 19). Le prime imbarcazioni con bandiera imperiale a venir catturate e depredate di tutto in alto mare e poi condotte a Cagliari o a Malta, furono alcune navi toscane, i cui capitani erano del tutto ignari déllé intenzioni dei corsari. Questi ultimi, inalberando spesso nella fase di avvicinamento alie loro prede il vessillo britannico, lo sostituivano con quello prussiano quando ormai la cattura si mostrava certa. Le navi toscane e austriache, infatti, a menő ehe non portassero merci francesi o dirette in Francia, non cercavano di evitare visite di corsari inglesi da cui non temevano azioni ostili. I velieri catturati furono il brigantino „San Giorgio e San Giuseppe“ del capitano Giuseppe Gargani; la polacca „La Cina d’oro“ del capitano Antonio Martolini; la nave „La SS. Trinitá e li tre fratelli“ del capitano Giulio dei Moro. Il comportamento dei corsari fu piuttosto duro e scorretto: le navi furono depredate in alto mare, 1’equipaggio fu messo ai ferri, la polacca poi fu assalita con bordate a „palla e mitraglia“ e occupata di violenza con un abbordaggio in piena regola, senza sufficienti motivi e con il ferimento di un passeggero e di un marinaio20). va quanto sostenuto dagli Stati neutrali, secondo i quali le merci di Stati belligeranti, tranne che quelle costituenti contrabbando di guerra, erano protette dalia bandiera neutrale della nave ehe le trasportava. Cfr. Eric Robson La guerra dei sette anni in Cambridge University Press — Storia dei Mondo Moderno 7 631—632. ls) Rechberger Kriegsmarine 78—79. 19) Cfr. a tale proposito la copia della lettera di corsa rilasciata al capitano John Wake datata Berlino 1758 novembre 21 in AST Int. Comm, filza 473 fol. 216rv. Nel testo Federico II di Prussia dichiara di esser nel pieno diritto di esercitare la rappresaglia nei confronti de „lTmperatrice Reine, le Grand Duc de Toscane et les Suedois“ per la guerra ingiusta da essi fattagli. Cfr. pure Rechberger Kriegsmarine 79—82. Sülle depredazioni dei corsari prussiani, quale causa concomitante della situazione economica poco felice della Toscana durante la guerra dei sette anni, cfr. Alfredo R e u m o n t Pietro Leopoldo, Giuseppe II e la Toscana in Saggi di storia e letteratura (Firenze 1880) 47. Sulié non troppo buone condizioni economico-finanziarie del Granducato di Toscana durante il primo periodo della dominazione lorenese, cfr. Adam Wandrusz- ka Leopold II. Erzherzog von Österreich, Großherzog von Toskana, König von Ungarn und Böhmen, Römischer Kaiser 1 (Wien—München 1965) 130—135. 20) AST Int. Comm. filza 473 fol. 59—69v. La notizia era stata portata a