Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 29. (1976)

COVA, Ugo: Trieste e la guerra di corsa nel secolo XVIII

150 Ug'o Cova Altre notizie relative a corsari inglesi battenti bandiera prussiana giunsero nell’autunno del 1759 all’Intendenza di Trieste dai consolati cesareo-regi a Corfű e a Zante. Si parlava di almeno dodici bastimenti ehe erano „al corso colla patente prusiana“ uno dei quali si aggirava „nelle aeque superiori dei Zante et altre venete isole da’ Levante“ per intercettare evidentemente i traffici austriaci coi vicino Oriente mediterraneo. A Zante nel settembre 1759 erano state portate, quali prede, due polacche ragusee catturate dai detti corsari nelle aeque di Cerigo. Ciö a causa delle merci di pertinenza toscana o austriaca trovate nelle loro stive. In quegli stessi giorni una polacca imperiale era sfuggita per puro mira- colo all’inseguimento di un corsaro prussiano, rifugiandosi nel golfo di Lepanto* 21). Sempre nel 1759 nelle aeque dello Ionio furono catturate dal corsaro inglese Giacomo Merryfield con patente prussiana tre navi toscane ed una pertinente al Litorale austriaco (la polacca „La Madonna del Carmine e Santa Teresa“ comandata dal capitano Giorgio Rossovich). Questa, a quanto risulta, fu la prima nave dei Litorale predata dai Prussiani du­rante la guerra dei sette anni. II maggior numero di bastimenti toscani catturati in tale occasione é forse un indice delle maggiori proporzioni, in quel momento, della marina mercantile toscana rispetto a quella austriaca, allora ai suoi inizi 22). Un’altra polacca toscana venne fermata da un corsaro inglese („Roberto Miller“) provvisto di sola patente di corsa britannica, essendo accusata detta nave di portare in Turchia merci francesi23 * 2). Le acque di Cerigo, in particolar modo, erano il teatro preferito delle imprese dei corsari, data la posizione favorevole dell’isola, al punto d’unione del mar Ionio con l’Egeo. Le navi dirette a Costantinopoli e a Smirne, sia che provenis- sero dall’Adriatico che dal Tirreno, passavano non lontano dall’isola stessa, conoscenza dell’Intendenza di Trieste da una lettera del console imperiale a Malta, Giuseppe Crenna, in data 1759 settembre 23. Vi erano annessi i verbali di deposizione dei capitani predati e di uomini d’equipaggio. 21) Ibidem fol. 71—73v: lettera del vice console imperiale a Corfu, Giovanni Battista Bonafini (1759 settembre 26) e del console imperiale a Zante, Gio­vanni Cutter (1759 settembre 12). 22) Ancora ai tempi di Maria Teresa la crescente, ma ancora piccola marina mercantile austriaca, si appoggiava spesso su quella toscana, ricca di una secolare esperienza. Cos! l’Editto politico di navigazione mercantile del 1774 é ampiamente influenzato dal VEditto di marina e navigazione mercantile emanato per la Toscana nel 1748. Cfr. Ebenthall Maria Theresia 12. Sempre nel 1748 la pace conclusa con Algeri da parte della Toscana si estese solo in via indiretta anche all’Austria; cfr. Rechberger Kriegsmarine 51—52. Toscani erano anche spesso i consoli ehe rappresentavano gli interessi austro-toscani nei porti mediterranei. 2S) Tutte le notizie riguardanti la cattura delle suddette navi sono contenute in un incartamento con copie di lettere di varia provenienza, spedito all’Inten- denza di Trieste dal console imperiale a Zante, Giovanni Cutter, il 23 ottobre 1759: AST Int. Comm, filza 473 fol. 97—164. L’incartamento riguarda le vicende a Zante, Corfu e Cerigo delle imbarcazioni predate dagli Anglo-prussiani.

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