Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 10. (1957)

ENGEL-JANOSI, Friedrich: Die Beziehungen zwischen Österreich-Ungarn und dem Vatikan von der Einnahme Roms bis zum Tode Pius IX.

336 Friedrich Engel-Janosi sguardo a questa disgraziata Europa, e si degni considerare a quale con­fusione nell’ordine sociale, quale sovversione di principii, a quale disprezzo di autorità, a quali pericoli di dolorose catastrofi non hanno condotto le teorie insegnate dai propagatori di false dottrine, non che gli sleali consigli degl’ ipocriti difensori di un ’autorità suprema nello Stato, che essi preten­dono di collocare al di sopra di ogni legge di Dio e della Chiesa. Rifletta ad un tempo che tutto è perduto se la Religione ed il centro dell’unità perde la sua forza e l’influenza negli animi; ricordi l’epoche felici di que’Suoi antecessori che, difendendo la Chiesa, ebbero l’amore dei popoli e la stabilità del loro Impero, e non voglia permettere che si emanino leggi che, promovendo l’errore e lo scisma, aprono la via, come altrove, alla violenza ed alla persecuzione. Noi rivolgiamo queste preghiere a Vostra Maestà perchè così lo esige il dovere del Supremo nostro Apostolato; questo anche ci consiglia l’amore che portiamo alla Augusta Sua Persona ed il desiderio di non vedere l’anima Sua esposta alle censure della Chiesa ed alle conseguenti angustie di coscienza; questo vuole da Noi l’interesse che portiamo per la felicità spirituale e temporale de’ Suoi popoli e particolarmente del Clero compreso ne’ Suoi Dominii, che, senza avervi dato alcun motivo, si vede in procinto d’essere assoggettato ai più duri trattamenti; questo in fine ci è richiesto dall’affetto che professiamo a cotesto illustre Epis­copato, che nel compimento de’ Suoi Sagri doveri ebbe maisempre in vista di facilitare a Vostra Maestà con la nobile sua condotta e con l’insegnamento delle massime cattoliche l’adempimento dell’elevata ed augusta di Lei missione. Ed è appunto a questo fine che Noi risolvemmo rivolgerci a queste vigili sentinelle della Chiesa di Dio per manifestare loro tutta l’amarezza che prova il nostro animo nella presente tristissima congiuntura della proposta fatta alle Camere delle ricordate leggi, e per eccitare anche una volta il loro zelo ad adoperarsi con la preghiera e con tutti i mezzi legali, di che possono far uso, per impedire una sì grave e funesta calamità, che minaccia la sposa immacolata di Cristo. La loro mirabile unione, la loro fermezza, la loro devozione a questa cattedra di verità, ci rende sicuri che essi opporranno i loro petti, qual muro di bronzo, per la difesa dei diritti inalienabili della Chiesa, e saranno pronti, ove occorra, a seguire l’esempio di altri loro confratelli, che per lo stesso motivo soffrono altrove e carcere ed esiglio per la causa di Dio. Intanto Noi raddoppieremo dal fondo del nostro cuore le più umili preghiere all’Altissimo affinchè voglia placare l’ira Sua, e non permettere che la sua Chiesa in Austria sia sottoposta ad una prove sì dolorosa quale oggi si minaccia. Noi offriamo a Dio tutte le nostre pene, le angustie in cui siamo, le tribolazioni che ci circondano; e ci rassegniamo a subirne anche delle più dure, se piace a Sua Divina Maestà d’accettare questo nostro sacrificio per iseongiurare la tempesta che sì da vicino minaccia

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