K. Palágyi Sylvia szerk.: Balácai Közlemények 2005/9. (Veszprém, 2005)

ROFFIA, ELISABETTA - SACCHI, FURIO: La villa delle „Grotte di Catullo" a Sirmione: proposta di restiUizione e analisi della decorazione architettonica

di membrature lapidée provenienti da altri settori. In altre situazioni, sulla base del ritrovamento di pezzi più o meno integri e alia luce della rilettura dei giomali di scavo, pare plausibile considerare che Tomato architettonico sia stato ritrovato in situ, in situazione di crollo, come nel criptoportico occidentale (104a). L'analisi complessiva della documentazione permette di asserire che negli elevati della lussuosa dimora erano utilizzati differenti ordini architettonici al fine di creare gradevoli effetti omamentali e di diversificare tra loro le zone abitative. Sono stati infatti messi in luce capitelli e basi di ordine ionico, appartenenti a due distinti gruppi dimensionali, capitelli e basi di ordine tuscanico, capitelli dorici, corinzi e corinzieggianti 5 . Certa è la messa in opera di esemplari di tipo tuscanico sui pilastri che suddividevano in due navate il lungo criptoportico occidentale (104a), cosi come sui pilastri che monumentalizzavano le esedre che si aprivano sui medesimo ambiente (fig. 4). A una struttura sorretta dal criptoportico occidentale ( 104a) sembrano da ricondurre due série di capitelli, recuperati nell'interro del lungo vano, verosimilmente in situazione di crollo (fig. 5-6). Si tratta di corinzi di medie proporzioni 6 e due esemplari ionici di maggiori dimensioni con le relative basi di tipo ionico attico 7 . Osservazioni condotte circa la dinamica di caduta dei pezzi all'interno del criptoportico hanno permesso di formulare l'ipotesi che il complesso di provenienza fosse una porticus duplex. Questa doveva prevedere lungo Tasse longitudinale un colonnato di ordine ionico, la cui altezza, dalla base sino al piano di attesa del capitello, è calcolabile attomo a m. 5,40, con un intercolunnio di circa m. 3 di ampiezza. La facciata della porticus rivolta a lago doveva invece presentare, con una soluzione piuttosto inconsueta nell'architettura di età tardo repubblicana 8 , un ordine corinzio, come attestano i capitelli di tale tipológia rinvenuti con gli esemplari ionici sopra citati, ma di proporzioni inferiori. L'altezza ricostruibile del colonnato corinzio doveva raggiungere al piano di attesa dei capitelli grosso modo m. 4,5, mentre 1'intercolunnio essere ampio m. 1,5, con un rapporto di 1:2 rispetto al passo del colonnato ionico intemo. E' da sottolineare come l'imponenza di questo doppio portico, lungo circa m. 140, trovi eco più nell'edilizia pubblica che non neH'architettura di ambito private. A tale proposito va ricordato che il fronte a lago prospettava su una terrazza antistante, scoperta, il cui piano di calpestio era a un livello inferiore rispetto a quello del porticato stesso. Si veniva cosi a creare un'articolazione altimetrica che in un certo quai modo richiamava analoghe soluzioni applicate neU'architettura pubblica, per esempio nelle piazze forensi. Per ciô che concerne i restanti settori della villa è pressoché impossibile ricostruire con certezza la distribuzione degli ordini architettonici. Si puô solo ritenere che gli elaborati capitelli corinzieggianti, il cui aspetto originario è stato ricostruito con un certo margine di sicurezza grazie aile numerose schegge tratte in luce 9 , decorassero ambienti considerati di lusso e di rappresentanza, la cui esatta ubicazione tuttavia sfugge (fig. 7). Gli elementi di plastica architettonica, con la sola eccezione della maggior parte dei fusti di colonna realizzati in laterizio, sono scolpiti in una pietra tenera locale. Alcuni risultano rifiniti sin nei minimi particolari, altri invece sono lasciati in uno stadio di semilavorazione.

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