K. Palágyi Sylvia szerk.: Balácai Közlemények 2005/9. (Veszprém, 2005)

ROFFIA, ELISABETTA - SACCHI, FURIO: La villa delle „Grotte di Catullo" a Sirmione: proposta di restiUizione e analisi della decorazione architettonica

danni gravissimi determinati dal crollo e dalia successiva massiccia asportazione delle strutture. Nonostante lo stato di conservazione generale dell'edificio non sembrasse favorevole a permettere ipotesi restitutive, i nuovi rilievi e l'analisi punmale eseguita negli ultimi anni sui resti della villa hanno condotto a proporre una ricostruzione della planimetria e dell'alzato del piano superiore. Le modalità di crollo delle murature e dei piani pavimentali, ricostruibili grazié ai dati che in alcuni casi si possono ricavare dalia docurhentazione degli scavi condotti nel secolo scorso e grazié alle strutture, che, per le loro grandi dimensioni, furono lasciate in situ e che sono tuttora visibili, fomiscono indicazioni preziose per lo studio dell'alzato del monumento. Anche numerosi elementi della decorazione architettonica dell'edificio sono rimasti nella collocazione di ritrovamento, documentata anche da alcune immagini fotografiche eseguite al momento dello scavo. Si è osservato che per motivi di ordine statico le murature perimetrali dei vani di sostruzione erano sovente riproposte con medesimo andamento nel piano superiore o che pilastri ugualmente situati nei vani di sostruzione si presentavano esattamente in asse in perfetta corrispondenza con i colonnati che dovevano essere situati al livello superiore. Anche le caratteristiche strutturali della fabbrica, costruita secondo un progetto unitario e coerente, seguendo rigidi criteri di assialità e di simmetria, sono state di grande aiuto per una riproposizione degli alzati del piano nobile. La villa, a pianta rettangolare (m 167,5 x 105) con avancorpi sui lati brevi (fig. 1), presentava su ciascuno dei lati lunghi orientale e occidentale due loggiati, che correvano per tutta l'estensione dell'edificio (101; 104b). A fianco di essi, sui lato estemo, si trovavano due ampie terrazze (ambulationes), situate a una quota più bassa, anch'esse costruite su sostruzioni per buona parte della loro lunghezza (102b; 48d). Queste terrazze proseguivano senza soluzione di continuité anche sui lato breve settentrionale e nel corrispondente avancorpo (D). Qui il piano pavimentale, in mattoncini a spina di pesce come nelle terrazze laterali, appoggiava su alte sostruzioni, che permettevano di superare la forte inclinazione della roccia che in questa zona scendeva ripida verso il lago. Ciascuno dei due loggiati laterali, di m 9 di larghezza, ricostruibile come porticus duplex, proseguiva sui lato settentrionale dell'edificio, ma qui il loggiato (139b), di dimensioni pari alla meta di quelli laterali, si presentava come porticus simplex, come è indicato dalle dimensioni del lungo ambiente 139 présente al piano intermedio sottostante. I due prospetti laterali dell'edificio presentavano quindi una galleria di facciata, un lungo porticato, diviso aH'intemo in due navate, separate da una fila di colonne; il fronte settentrionale era ugualmente caratterizzato da un porticato, ma a navata unica. La quota del piano pavimentale di questo porticato e di quelli laterali è fomita dall'estradosso della volta di copertura ancora esistente per un breve tratto nel vano 139. Al centro del loggiato settentrionale e alia sua stessa quota si è ipotizzata la presenza, sulla base del vano di sostruzione sottostante Dl che ne suggerisce anche le dimensioni, di una sala belvedere, situata in posizione privilegiata, avanzata verso nord rispetto al corpo principale e sopraelevata rispetto alla terrazza (D3). Dal belvedere si doveva scendere infatti mediante alcuni gradini alia terrazza, situata a una quota più bassa,

Next

/
Thumbnails
Contents