Folia archeologica 3-4.
Török Gyula: A pécsi belvárosi templom bővítésénél előkerült római leletek
136 TÖRÖK: LE TROVATE ROMANE DI PÉCS BELVÁROS tanto per le dimmensioni, quanto per la forma e materia, corrispondono al piatto grigiastro della tomba II. Vi si trovarono similmente ossa di pollo. 4. La borchia di correggia (Tav. II. 4.) è ritagliata di una lamina a forma d'un cuore, congiunto con un paio di teste d'animale. Essa venne fissata alla correggia per mezzo di due chiodini. La lamina è ornata di due gruppi di cerchi concentrici. Dimensioni: cm 23—33. 5. Piccolo nummo di bronzo: Costanzio II. Coh. 100 (1); 293 (1). 7. Fibula a tubercoli in bronzo (Tav. II. 3.). La staffa e la gamba sono persorse, in tutta la loro lunghezza, da un solco, e la staffa è strisciata verticalmente. Il solco della gamba è fiancheggiato da sei infossamenti. I bracci senza traforo e sono articolati da una costola diagonale. Dimensioni: mm 34—55. Tomba XIV. Turbata a cagione delle costruzioni medievali. Non si può stabilire che solo la situazione della sua parte orientale, secondo la quale ebbe la direzione 95°—275°. Profondità cm 210; larghezza 62. Tra le macerie è rinvenuta una fibula a tubercoli (Tav. II. 2.). Sui bracci, al posto dei soliti trafori, si trovano degli infossamenti. I bracci e la staffa sono di bronzo massiccio, assottigliantesi verso la vertebra. La staffa è separata dalla gamba per mezzo di una costola. La sua ornamentazione di dentelli è fatta con lima. La lunga fessura per l'ago fa parte organica del lato della gamba. Dimensioni: cm 54—92. Tomba XV. Durante i recenti lavori di fondazione hanno trovato un piccolo nummo di bronzo e dei frammenti di una brocca ad ansa. Non si videro nemmeno le traccie della sepoltura. Così è probabile che si tratti di corredi di una tomba turbata nel medioevo che si fossero capitati altrove. 1. Piccolo nummo di bronzo. Costantino II. Coh. 104. (1). 2. Il vaso (Tav. I. 7.) è un pentolino di argilla con un'ansa, di color grigio. Altezza mm 97; diametro del fondo: 35; diametro della bocca: 74. L'ansa si erge 10 mm al di sopra dell'orlo della bocca; mentre l'orlo si sporge soltanto 2—3 mm all'infuori. Incompleto. Tomba XVI. Il dsami turco venne edificato sopra di essa. Una semplice fossa sepolcrale, senza costruzioni di pietre o di mattoni. Non è apribile. In base agli accessori delle tombe scavate riteniamo il nostro sepolcreto quale derivante dal secolo IV. d. C. Il vaso di argilla della tomba IL, insieme con la brocca d'inverniciatura gialla, viene datato dal piatto di argilla della tomba XIII., determinata precisamente con l'aiuto del nummo di Costanzio (292—306). La brocca di vetro e il bicchiere di vetro conico, col fondo sferico, della tomba III, vengono determinati dal nummo più recente (Gioviano, 363—364). La provenienza dei corredi della tomba VI. viene limitata al ventennio dei nummi degli imperatori Gioviano (363—364), Valentiniano I (364—374), Valente (364—378), Graziano (367—387). Il vaso dall'inverniciatura rossa della tomba X. è il pezzo più antico del sepolcreto, simile alle trovate rinvenute specialmente nelle tombe ad incinerazione. È indubbio, che esso è venuto alla luce da una tomba ad inumazione. La fibbia a testa di dragone e le guarnizioni di correggia a forma di un biscotto e a testa di Medusa della tomba XI. vengono determinate dai nummi di Costantino I (306—337), di Costanzio (323— 361), di Costantino II (3.17—340) e di Costante (333—350). Questa tomba potrà servir da precisatrice dell'epoca per gli accessori affini della tomba no 56. a Ságvár, scavata da Aladár Radnóti. Secondo le sue gentili communicazioni si conosce le guarnizioni rotonde a testa di Medusa non solo di cinture, ma anche di cofanetti. È palese dai dati custoditi nel museo civico di Pécs, che le tombe ora scavate e descritte non stanno isolate, ma erano in connessione con i sepolcri che verso ovest erano distesi nella direzione della Cattedrale, e verso sud, fino al cortile della «Fabbrica di Macchine Sopiana»; e tutti insieme formarono la vasta necropoli della città dell'età romana. B) Iscrizioni 1. Ara votiva ad iscrizione (Tav. IV. 1.). Fu trovata dagli operai, presso il lato occidentale della tomba IV., murata nel muro fondamentale della chiesa medievale. L'iscrizione: 2 //. o. m.? / P/ro [salute] / D(omini) n(ostri) Gor [ d(iani) ] / Aug (usti). C. leer [ti / ius j ] \ Homuncio / b(ene)f(ieiarius) co(n)s(ularis) leg(ionis) / I. adi(utricis) v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito), j Sabino II et [VJenusto co(n)s(ulibus). È dubbiosa la parola «Icernius». Dimensioni: cm 61x41x28; altezza delle lettere cm 4-5—5. Sabino ebbe la seconda volta la carica di console e Venusto l'assunse nel 240 d. C. 2. Frammento di pietra sepolcrale. Ci è rimasto l'angolo inferiore destro del campo dell'iscrizione (Tav. IV. 2.). Dimensioni: cm 46x38x 17; altezza delle lettere cm 5—5-5. Il lato stretto della lapide è ornato a tralci di vite. Frammento dell'iscrizione : ... con[iugi ] ... [fi ]liabus ... posuit. Dobbiamo notare ancora che sopra le tre righe mutilate si vedono anch'oggi le parti inferiori di due lettere. La prima può essere l'asta orizzontale inferiore della E o della L; l'altra è 2 Aladár Radnóti ebbe la gentilezza di aiutarmi a leggerla, e nello stesso tempo richiamò la mia attenzione al precedente del nome Homuncio nell'Italia Settentrionale. Confr. CIL V 3429 = ILS 6698 Verona.