VJESNIK 12. (ZAGREB, 1910.)

Strana - 173

173 carnaggi et ogni cosa necessaria ail' humano sustentamnento, co edi­fitij di macinare, segare, e far altre operatione sopra 1' aque. Boschi immensi ripieni di gran quantità di legnami per fabricar vaselli, arbori e remi per galère, miniere di ferro, solfore, pepola et anco d'argento, che io medesimo ho ueduto in particulare appresso la. città d' Alessio. La grande quantità poi di ferocissimi cavalli, et il munero in­credibile di ferocissimi soldati, che si puo cauar da quel regno, è noto a ciascuno. La qualità dei paese fortificato dalla natura di monti aspris­simi, streti impenetrabili et siti insuperabili porge mirabile facilita d'as­sicurarsi di stendersi et reprimere ogni sforzo nemico ; oltreche per ogni cento habitanti non ui sono dieci Turchi e questi poveri miserabili, timidi senza cuore, senza capi da unirsi, che ad ogni semplice mossa tutti fugiranno senza ricovro da ripararsi, non essendoui città ne ca­stelli sicuri; anzi tutti deboli et totalmente sproueduti d' ogni sorte di monitione, come io medesimo osseruai i mesi passati nella principal città di Croia, stanza già di Scanderbech, che i Turchi per solennizar certe loro festiuità mendicauano certa poca poluere da caricar i morta­letti. „Deus seit, quod non mentior". Serenissimo Principe, Santo Paulo conuerti quel regno alla fede di Christo et i missionarii apostolici 1' hanno nobilitata col zelo coli' esempio col proprio sangue. Paulus plantauit, et i missionarii apostolici rigauerunt, propriamente si deve chiamar adesso Albania dealbata da martiri qui dealbauerunt stolas suas in sanguine agni. Questo sangue dispone maggiormente la misericordia di Dio a liberar quel popolo. II padre Ferdinando, uno di questi ultimi martirizati, constante in Dio al tormento dei palo confondendo i Turchi e consolando i Chri­stiani publicamente disse : „Adesso si rinouerà e stabilirà la fede di Christo in queste parti". Queste sono uoei dei cielo, che inuitano la Serenità Vostra a non perder occassione tanto pronta et sicura di meritare. Confidi pure nel omnipotentissimo nome di Dio, che in questa, che è pur sua giusta causa fortificara la serenissima Republica anco a progressi migliori, et se ha lasciato li Albanesi sotto il tiranico dominio turchesco fino al segno, che è piacciuto alla sua ineffabile prouidenza. Speriamo nella medesima, que, disposuit omnia suauiter, che si degni soggettarli al cle­mentissimo vassalaggio di questa ehristianissima Republica, la quale con uiua et uera fede nella diuina protettione si troua in posto di re­dimere tante anime et abbassar il suporto insopportabil dei maggior ministro dei diauolo, e pur indiauolato persecutore della christianità. Ne dubiti Vostra Serenità, perche il sigr. Iddio ha sempre sostenuto quelli, che in lui si confldano per humiliar r orgogliq de prepotenti, Cosi

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