ARHIVSKI VJESNIK 25. (ZAGREB, 1982.)

Strana - 45

Šime Jurić, Pismo Rafaela Levakovića Kasparu Schoppeu iz 1636 g. Arhivski vjesnik, 25/1982. str. 37—46. li pasi d'e Vostra Signoria Illustrissima come quella che n' è patrone, con facilita grandissima, ancorchè con suo seommodo, mi potrelle acce­nnar li luoghi e ii passi con li quali io potrei servirmi per le parti di sopra accennate d'essa orazione, cioè: quod ungeri idem sit quod eligeri, quod Dominus et non homines eligat principes, quod aereditas Domini sint Romani, horum autem pars Illynici etc. quod (novus hic rex Romanorum) liberaturus sit populum Domini etc. e qui particolarmente vorrei cose degne del suo ingegno, quod Farbius sit medium destdnatum et appropriatum obtinendae liberationis. Denum causas gratulationis et laetitiae populorum e se bene questi sono diversi capi, ch'ogni uno è bastevole per soggetto d' una interia oratione, pure servendo tutti ad un medesimo fine non mi pare esser spropositato di collocarli in una medesima oratione. So che la mia dimanda le darà fastidio e facilmente le parera più espediente di far una compita orazione, nel soggeto e génère corne di sopra che di far li capi ch' io dimando. Quandochè le sue occupazzioni permettessero di poterla fare compita, a me sarebbe di doppia conten­tezza per mettermi in strada di farmi d'altri ad imitazione e di farmi honori con speranza della fatiga corne questa. Aspetaro di questi con prima occasione quella risoluzione che a Lei parera più grata et espedi­ente. Ck>n monsignor Lustrici mai ho potuto parlare non obstrante che più e più volte son andato a diversi tempi per trovarlo a casa e monsignor Motterano (?) ancora mi disse che cercasse di parlarli. Non so che riso­luzione fare, perché come frate bisogna ch'esco di casa quando place a' superior! e non quando piace a me, e oosi non posso sodisfare alla volon­te mda. Egli crede che si trova occupatissimo e perö non puo venir a trovarmi. In materia del p. Agostino, che Vostra Signoria IUustiissima mi scrive in schola pia, son stato a cercarlo e mi dissero quel padri che non vi alcun prête per hora di questo nome che sda dn quella casa. Ma se per sorte io dimandavo d'un prête Napolitano che si dimandava Agostino e già quatro o poco più anni sono dnsegnando la gramatica, egli è morto; se poi d'un tal Franchi del medesimo nome, lui si è spo­gliato et andato a far li fatti suoi. Settimana passata ho ricevuto la lettera da Firenze et intendo che tuttavia Farbio si trova in quella città e che per questa invernata non se habbi da mover da essa, onde mi risolsi a scrivergli per saper la causa del tutto e con l'awiso suo saprö ancor avisarlo a Vostra Signoria Illu­strissima. Mi son affanato da catharo e pero scrivo anco honestamente maie e poco intelligibilimente, confido perö che Vostra Signoria mi oompar­45

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