ARHIVSKI VJESNIK 25. (ZAGREB, 1982.)
Strana - 44
Šime Jurić, Pismo Rafaela Levakovića Kasparu Schoppeu iz 1636 g. Arhivski vjesnik, 25/1982. str. 37—46. Ne znamo da li je Levaković svoj govor zaista napisao ili su ga druge brige odvratile od njegova nauma. Među poznatim tiskanim i rukopisnim njegovim djelima nema spomena o takvu govoru. Evo izvornog teksta Levakovićeva pisma: Illustrissimo signor patron mio colendissimo. Quantunque non senza rossore anzi meno senza pallidezza si deve dimandar quello ch'io intendo (e particolarmente al fine quai è questo mio) con tutto ciö, fidandomi délia liberali tà deirabondantissimo ingegno di Vostra Signoria Illustrissima et appoggiandomi alla natura del mio povero giudizio (quale snavesse havuto cosi propizia fortuna di fargli havere un ottimo instruttore come fu la natura nel produrlo con qualche vivacità et inclinatione alle lettere, io me ne starei contento di esso) aprirö la mia riechiesta alia libera, con speranza nel medesimo tempo d'essere compati to e favori to della dimanda: non solo per essere ella honesta e non ingiusta, ma anco per dever esser profittevole a me benchè para indiscreta. E per non occupar ranimo di Vostra Signoria illustrissima solo con parole, eccogli scuopro quello che pretendo: Mi è venuta voglia di fare una oratione latina oongratulatoria per parte di tutta la mia nazione al Rè d'Ungaria. Nella quale per lo thema intendo pigliar quelle parole che disse Samuelle a Saul (1. Reg. 10): Ecce, unxit te Dominus super haereditatem suam in prineipem et liberabis populum suum de manibus inimicorum eius, qui in circuitu eius sunt. Dove dimonstrando che ungeri idem sit quod eligeri e che rheredità di Dio sia l'imperio Romano, del quale sono parte M popoli Illirici, tanto que' che sono sotto la corona d'Ungaria come è la Croatia, Slavonia, Libumia, Stiria, Carintia etc., come que' che vivono sotto la tirannide Ottomana li Bosnesi, Bulgari, Serviani, Rassiani, Traci, Macedoni etc. et altri. Dopo che provassi che Dominus e non gli huomini ovvero gli elettoiti l'habbi eletto per rè della sua hérédité dell' iimperio Romano; venir vorrei a questo fine che nel thema s'accenna et liberabis populum suum etc. introducendo in qualche modo il F a r b i o corne mezo, che per conseguir tal fine è attissimo, e ooncludendo che, per la elezione e per la speranza d'esser liberati, tutti li popoli Illirioi si rallegravano, terminarei la detta oratione. In questo vorrei il parère e l'auito da Vostra Signoria Illustrissima, Il parère perché cendo Lei unico maestro della retorica e tenendo sotto piedi quanti rettorioi si trovano e (siamii lecito a dir) tenendo a schola quanti ne sono stati, vorrei il suo parère sopra la disposizone con avvertimento di qualche mancamento, che io son l'oratore più nativo, e di qualche singolarità et ornato che la puö rendere degna e compita. L'aiuto perché ritrovandomi io ancora poco pratico della scrittura e volendo per quanto mi fosse possibile arricchire e bellar questa oratione oon 44