ARHIVSKI VJESNIK 19-20. (ZAGREB, 1976-1977.)

Strana - 90

comprende quello dè valenti e capaci assai limittato, laonde questi sostengono elevato il prezzo delle mercedi, però che ricercati dovunque; mentre l'artista mediocre o meno abile spinge a pari misura le sue pretese, cui è duopo adat­tarsi all'evenienza del bisogno di un sollecito lavoro. Sciami di vagabondi ragazzi facendo ginochi, schiamazzi, e zuffe per le vie con impudici cicalecci appartenenti quasi tutti alla classe degli artigiani, difettando della primaria istruzione ricusano d'iniziarsi ad un arte o mestiere, e què tali che vi sono collocati non conoscono vincoli per esser obbligati all' esercizio del garzonato durante quel tempo che sia indispensabile a renderli periti, e indennizzare altresì il maestro dei disagi sofferti nell'insegnamento lor dato. Un provedimento disciplinare è per cio stesso di assoluta necessità sen­doche allo scopo della maggior vita e svilupo dell'industria vuoisi premettere l'ordine, la moralità e l'istruzione che appunto sorgono da saggie ed animatri­ci istituzioni. Il seguente Prospetto 34 fa conoscere l'importanza del numero degli eser­centi in principalità le arti e mestieri nel Distretto, presso ognuno de'quali, può ritenersi, che stiavi almeno un altro individuo in qualità di garzone o lavo­rante. Ma da questo quadro evidentemente traluce che pel maggior numero gli esercenti si ocupano meramente delle arti e mestieri reclamate dagli usi corpo­rali, dai bisognoni della vita, dell'ammobigliamento e poco assai dei prodotti della coltura e delle fabriche. Si vede altresì con sommo ramarico quanto esteso in ogni distretto pretorile sia divenuto il mestiere del bettolimiere, nel falso suposto esser egli di comune utilità, per lo spazio maggiore dè vini nazionali, che ne procura. Questo benefizio però, potrebbe si egualmente ottenere perme­tando, come già permette, ad ogni possidente la vendita del prodotto delle sue terre nella propria cantina, nella quali è vietato l'intrattenersi, e cibarsi di vi­vande apparechiate, come si fa appunto nelle bettole, le quali in ultim'analisi non sono che altrettanti ricettacoli dell'ozio, della crapola, della disolutezza, e ben soventi il fomite di attroci deliti. Pare adunque che il numero di queste bettole al dovrebbero essere ridotto, ed anzi limitato al puro bisogno di offrire ristoro ai viandanti rustici, e di altre basse condzini li cui scarsi mezzi non potrebbero consentire all'ordinario dispendio delle trattorie ed alberghi. Non e altresì immeritevole di cosiderazione l'arte della pesca riguardata in tutt'i tempi per naturale sorgente di richezza a tutta la costa dalmata, ma specialmente per le isole, ed il quadro premesso ce ne offre idea della sua importanza, massime riguardo Lesina e Lissa, le cui popolazioni vi si dedicano prefferentemente ad ogni altro ramo d'industria. Disgraziamente per esse man­tengonsi tenaci delle vecchie consuetudini, suprestiziose e vacillanti nelle idee morali, a guisa che in difetto di passagio delle sardelle, dei sgombri od altre specie negli ordinarj periodi delle stagioni, si abbandonano allo scoraggiamento, ed in tutto il restante dell'anno mantengonsi inerti ed oziose, quando in rincon­tro mille altre specie si potrebbero essere utilizzate giornalmente, sia colla salazione, ed affumazione, sia colla vendita immediata. Li 169 esercenti la pesca in Lissa contemplati dal premesso prospetto, hanno per compagni in qualità di lavoratori subordinati almeno altri 300 individui circa e quiudi in complesso può liberamente ritenersi che 500 famig­lie die quell'isola vivono esclusivamente della risorsa della pesca. Ma 500 \ M Vidi tabelu br. XII. 90

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