ARHIVSKI VJESNIK 19-20. (ZAGREB, 1976-1977.)
Strana - 89
Dicasi lo stesso della silica, della pietra calcare, delle pelli, delle marchie, dei cenci, del sego, oggetti tutti che sono copiosi, ma mancano i vetrai, i forni da calce, i conciatori, i saponaj, le carterie, i candellaj. Le lane indigene, e quelle che in abbondante . qualità provengono dall' Ottomano sono tutte al più adoperate per la tessitura delle rassie da vestito dè rustici, quando invece potrebbero servire di prezioso elemento a fabbriche di panni d'ogni specie favorite altersì dal benefizio delle acque correnti, che pur abbondano, e che utilizzate sono al più da folatoj di dette rassie, da rozzi mal conci opificj da molino a granaglie qua e là sparsi sul Cettina, Salona e Xernovniza nonché da meschinissima pesca. Nelle città litorali e nelle borgate, sonovi altrettanti piccoli opificj da destilazione di acquavita, che in generale non ecedono le gradazioni di 16 a 18; dè laboratori in cui si cola il sevo, onde ridurlo in barilli per l'esportazione all' estero; delle tintorie da rassie e fili di lana od azze per l'uso dè rustici; dè piccoli opificj da candelle di sevo e di cera; di torchi mal conci per la spremitura delle uva e del vino; di pochi telaj a mano di recente introdottisi per la tessitura di grosse tele di cotone. Nella città di Spalato èvvi soltanto una concia di pelli che va acquistando una qualche importanza e cosi una fabbrica di cemento asfaltico, il cui prodotto deriva da una miniera della Poglizza, distretto di Sign. Alla Brazza nel comune censuario di Splisca si escavano le miniere pur di pece asfaltica investite a profitto della casa Rothschild, il cui prodotto greggio viene trasportato cò navigli nazionali allo stabilimento di Venezia. Sul Jadro in Salona vi è pure una fabbrica nascente da battiferro e battirame, tuttavia bisognosa d'incoraggiamento, sostenuta da 20 lavoratori. Questo è quello che può dirsi in materia d'industria e manifatture,che ben poco,come si è accennato.e che lascia desiderare un miglioramento,il quale non potrebbe avverarsi senza corrispodente progresso nell'istruzione e nell'incivilmento, e senza il concorso di quei motori che faccino al conseguimento dè mezzi reali opportuni. VII. Arti, mestieri e salarj. La soppressione avvenuta anche in Dalmazia delle corporazioni d'arti e mestieri con abolizione delle preesistite distinzioni e privilegi trasse a se tanti abusi, che reclamano particolari regolamenti di polizia esterna e di garanzia generale, come altrove attivati, però che anche in questi paesi le arti seguono l'agricoltura, e le manifatture seguiranno le arti, ove il commercio ed il lusso avranno pure influenza sul progresso di ambidue motori della prosperità generale. Difatti le braccia degli artigiani né v'ha abbassamento di prezzi alle mercedi giornalieri. Vogliamo attribuire queste circostanze alla frugalità e laboriosità annesse alla vita agricola che la fà preferire innanzi alla facilità d'imprendere ogni esercizio d'arte di stabilir officine, aprir botteghe senza il dovere di legittimare la propria capacità mediante prove e campioni,senza vincoli di garzoni, di lavoranti, di maestri, la qual facilità apre vasto campo a tutti di stabilirsi nella città, ove l'ozio, la crapola, e tanti altri vizj ritrovano di leggieri pascolo e incentivo. Il lavoro sta di soventi sommesso a mani imperite, talvolta ad uomini immorali, donde succede la mala riuscita d'imprese private e pubbliche col sacrifizio delle parti interessati. Nel numeroso stuolo d'artigiani si 89