ARHIVSKI VJESNIK 19-20. (ZAGREB, 1976-1977.)

Strana - 96

giudicato il più proprio. Checché se nè possa pensare o dire di tale proposta dovrassi convenire che la nostra Morlacchia, del tutto montuosa ha urgente bisogno di boschi, come li aveva in passato, onde procurarsi i mezzi di suppli­re in altra guisa alla scarsità dei prodotti agricoli, la quale scarsità è provocata in alcuni punti anche dalla sterilità del suolo ovvero dall'inclemenza del cli­ma. Ne abbisogna specialmente sulle alture e sulle vette de'monti per preve­nire i danni incessamente cagionati dalle acque alle sottostanti pianure le quali pur troppo nell'estesa di miglia ja di campi giacciono inerti e improdu­ttive sendo per lunga pezza coperte d'acque stagnati che mancano di direzio­ne e scolo opportuno. Ne abbisogna, come dissimo, la Morlacchia per affrontare le irregolarità delle stagioni, sopperire al difetto di pioggie, ed evitare il fla­gello delle siccità che frequentemente distruggono le messi. Una legge forestale, una proccedura sommaria con pene severissime di­rette a punire le contravvenzioni, che loro effetti tendono alla devastazione de'bochi mercè la mano dell'uomo o col depascimento degli animali sono altrettante provvidenze da tutti giustamente desiderate e che dalla saggezza e munificenza pubblica saranno per quanto sembra ben presto attivate. Con tutto cio non meno giovevole ed efficace tornerà l'insinuare alle popolazioni agricole col mezzo dell'istruzione il sentimento del proprio interesse per la conservazione e prosperità de'boschi,impulso questo che dovrebbe venir di­retto dalle Comuni, cui sarebbe ragionvole imporne un obbligo espresso tra­ttandosi di utilità generale pei loro amministrati. E non volendo i Comuni disfarsi de'loro possessi perchè non potreb­bero venire obbligati ad intrapprendere periodicamente l'imboscamento di qualche tratto in proporzione ai loro mezzi ed all'apparente suscettibilità di una coltura forestale?Anche in tal caso pare che renderebbe si opportuna ed efficacissima l'amministrazione pubblica dei boschi poiché ferace delle norme opportune ad una regolare iniziativa, nonché qual manutentrice della legge varrebbe ad assicurare i modi d'incremento agli intrapresi lavori. Dalla redenzione de'boschi succederebbe quella della pastorizia com­pagna indivisibile e di preziosissimo socorso all'agricoltura. Essa è da per tutto languente e stazionaria,nè ci presenta motivo di cenni speciali in aggiunta a quelli che furono fatti coll'anteriore rapporto del 1852. Non è infatti a sorprendersi di ciò mentre sul prodotto della pastorizia di frequente pesano indirettamente o direttamente le gravezze si pubbliche che comunali.Ove il Morlacco si attrova in deficit per qualsivoglia titolo, viene questo scaricato immediatamente sugli animali da esso posseduti che vanno appresi e venduti ben anco all'asta pubblica. Impedito in cotal modo l'incremento di quest'arte benefica non deve far meraviglia se queste località montouse e suscetibili d'imboscamento abbiano bisogno di essere suffragate dalle importazioni di animali d'ogni specie dalla vicina Turchia, per sopperire al bisogno di carnami indispensabili alla giorna­liera sussistenza. Disciplinata che fosse invece la coltura forestale coll'intiera applicazione della Patente Imperiale 3 Decembre 1852 e ridotto che fosse almeno un terzo della periferia comunale pascoliva e boschivia a bosco e pascolo riservato,po­trebbe a grado a grado il Morlacco ritirar vantaggio dalla legna, e d'altri prodotti; il pascolo degli animali diverebbe regolato e proficuo al loro incre­mento nonché al miglioramento delle razze. L'opposizione della forza pubblica, che l'Autorità in via interinale dispose beneficamente onde arrestare in qualche modo la devestazione dovunque 96

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