Molnár Antal: Egy raguzai kereskedőtársaság a hódolt Budán - Források Budapest közép- és kora újkori történetéhez 2. (Budapest, 2009)
Dokumentumok - III. A társaság működésével és felszámolásával kapcsolatos dokumentumok
300 trovò costà in casa nostra lassato dal Bucchia, per la quale il detto Mihoc et Jozeffo scriveno, pregandolo gli dovesse riscattare dalla captività, et che si ponerà a conto della mercede loro et a questo che174 lui havea portato seco. Et così detto ser Michele ha speso più di talari trecento per loro riscatto, et poi un’altra volta capitò schiavo detto Jozeffo, et così Mihoc ha riscattato Jozeffo delli denari nostri, che ha spese più di cento talari, come di tutto voi ve ne potrete informare costà da tutto homo, et specialmente dalli nostri che loro da sua posta andando per cotesti paesi, hanno voluto capitare in schiavitù, et come per prima nostra e de signori conservatori di tutto sarete avvisato. E vi saranno mandate tutte le scritture, et perchè ho visto, che sete molestato da Angelina et suo figliuolo, però ser Michele Piero de Sorgo mi ha detto, che detta donna non ha d’havere nulla, che in circa di cinquecento tolari per resto, attento che il Bucchia ha tenuto un libretto a parte con lei, et è scritto tutto di mano di esso quondam Bucchia. Il qual libretto si sta in nel cassone grande di Bucchia, et che l’ha visto et letto detto Sorgo con Bucchia, et che tutto quello, che ha pagato il Bucchia, tiene hoggetti et siggillati, le copie de quali sono in detto cassone. Però per amor di Dio non ve ne date a sententiare a torto a persona al mondo, perchè habbiate commissione a potere spendere quanto bisognarà in ogni bisogno dalli signori conservatori. Et dite a Mihoc, che fu servitore, che si starà meglio per lui a attendere riscoter con voi dalli debitori di Bucchia, che quando si riscoterà, sarà meglio per lui, et sarà pagato la sua mercede. Che quando si disdebitaremo dalli turchi et hebrei et altri, anche a lui et alli altri si potrà fare a piacere et servitio, perchè tutto consiste che si riscuosse et che si paghino debiti, che poi a nessuno si farà torto, et così se haveranno senno, tutti vi aiuteranno in tutte le occorrenze vostre. Che pende per loro più che per nessuno a non andarvi contro, ma attendere a riscotere, et servirvi, che la loro mercede all’ultimo di quello serviranno, sarà pagata del riscosso, che di altro non si pensi nessuno, perchè il Bucchia qui non ha nulla, anzi grandissimo debito, che a me ha fatto maggior torto che a nessuno, et me hanno assassinato il Bucchia et tutti cotesti mercanti et servitori di Bucchia. Di Ragusa, a dì 18 d’aprile 1593. Vostro Scipione Michele di Bona 174 A „che” szó kétszer szerepel. / Das Wort „che” tritt zweimal auf.