Molnár Antal: Egy raguzai kereskedőtársaság a hódolt Budán - Források Budapest közép- és kora újkori történetéhez 2. (Budapest, 2009)

Dokumentumok - III. A társaság működésével és felszámolásával kapcsolatos dokumentumok

258 servitore, alcun danno, e giuro per Dio omnipotente che i signori a me sono patroni, e comporto per non causar qualche ruina. Inferius Io vi dissi che erano in mani mia solamente brazza 320 di rasi fiorentini, che tolsi io qui dal nostro servitore, gli portò da Belgradi, e così erano nel sepeto mio. Imperò ogni uno il sa, e non mi hanno potuto cavarli delle mano, perchè io ho mostrato che siamo pro indiviso, e così sanno tutti li creditori che sono da me, e i servitori sono traditori. Inferius Anzi mi ho diffeso come ho possuto, che sino hora me li haverian cavato delle mano, cioè rasi. Et io haveo dato intender qui che tutto quello che ser Marino havea pagato a Belgradi a mio fratello, havea pagato per le carisee ai nostri, cioè messer Tonco, Micoc, uno et altro m’hanno tradito. E similmente haveo dato io da intender che i brazza 602 Vi Luca o Marco che mandorno a me, eran altre sete, non quelle delti detti, che ha pagato Buccina, ma essi mi stropiano. Et anche haveo detto essermi debitore 2 mila ducati, siavi per aviso. Et però vedo che non li potrò prendere per mio conto del fraterno, almeno me ne pagate di quanto mi deve, come dissi, per resto il Buccina cento sessanta sei talari. Inferius Per riserar la botega e favor fattoci di bassa non habbiamo speso che mi par due talari, ma sia promesso quando venira il vassia o il procuratore, per aviso. Inferius Vostra signoria non si pigli sospetto per lo che dico del mio partire, il faccio aciochè vostra signoria possi mostrar a cotesti conservatori, quando vi piacesse, e io so quello per prima lettera vi ho scritto. Et hora scrivo che senza espressa vostra comissione non partirò. Imperò importa per vostra signoria quello ha da essere sia in tempo a non invencchiar le cose. Ancora è il peggio, al Bucchia haveo prestato quando andò a Bagna Luca153 li miei harari,154 sepeti, sofra, lisme e infine tutte le cose di viaggio, e messer Orsato non me gli ha volsuto rimandar, né scriver nell’inventario con dire che erano sua. Di vostra signoria affettuosissimo servitore Michele Piero di Sorgo, Budimo, a dì 28 luglio 1591. 153 Banja Luka. 154 Utána betoldva: di. / Danach eingeschoben: di.

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