Levéltári Közlemények, 60. (1989)
Levéltári Közlemények, 60. (1989) 1. - FORRÁSKÖZLÉS - Borsa Iván–Tóth István György: Benlich Máté belgrádi püspök jelentése a török hódoltság katolikusairól, 1651–1658 / 83–142. o.
Benlich Máté belgrádi püspök jelentése 1651 — 1658 133 pag. 84 sono, et ha tutti suoi utensili necessarii per la santta messa. De qua fui partito giorno sequente. Per li 20. di 7bre doppo mezzo giorno me ne parti per la paroehia di Kocha 240 dell'istesso vescovato lontano un miglio Vngarico da San Ladislao, ove arivassimo al primo vespero di San Matteo, al hospitio del reverendo parodio sacerdote secolare, dal qualle e da quelli cattolici son ricevuto con povertà e carità Christiana, come è solito in queste parti e per che tutti questi viaggi si fanno con gran pericolo e timore della propria vita, e pare che la terra sia imbibita del sangue humano per le continue uccisioni, che passano tra li soldati Vngari e li Turchi, et continui spettaculi si vedono in questi confini di grand* amazzamenti. Basta, che il giorno sequente, che fu 21. di 7bre nella festività e giesa di San Matteo apostolo et evangelista, ove fu gran concorso del populo, com'alla giesa titolare. Pontificalibus indutus interfui processioni, celebravi pontificaliter, fece la predica al populo il reverendo padre giesuita nella lingua Vngarica, fol. 44b e doppo la messa feci la confirmationef | et confirmai di maschi pag. 80 229, di femine 388, in tutto 617 persone et nel fine dixi aliqua verba exortationis lingua Latina ad populum et il reverendo padre giesuita dichiarò al populo nella lingua Vngarica. Questa giesa è renovata bene, nella qualle sono doi altari con suoi quadri belli, tutti utensili necessarii per la santta messa, e la giesa da quel reverendo parocho è administrata con diligenza di sanctissimi sacramenti et questo medemo giorno doppo il vespero consecrai campane doi. In questo vescovato pocho ho fatigato per esser poche parochie et anco povera plebe, com' anco diversi periculi di Turchi, niente di meno in sopre citati luoghi, dove sono stato, ho confirmato mille nonanta nove, 1099 persone et consecrai dieci campane. Per altri diversi luoghi non ho potuto andare per rispetto di diversi pericoli. Ho fatto, quanto ho potuto, e se potevo fare di più, non mancarei. Per li 22. di 7bre me ne parti per Buda, ch'è discosta da sudeta paroehia quatre miglie Vngarice et è a passare un passo più periculoso, è nominato, che sia in quei confini per cognome Dementa, 241 basta, con la gratia divina, la quale è stata in aiuto mio sempre, il medemo giorno arivai a Pest, e reposato sei giorni, me ne parti per la Slauonia, che fu alli 28. di 7bre, et nel fol. 45b transito arivassimo || alla paroehia di Katogl 242 discosta da Cinpag. 86 que Giese 243 doi miglie Vngariche, ove si trova parocho un padre franciscano di minori osservanti, come habbiamo detto nella 240 Kóka (Pest-Pilis-Solt-Kiskun vm., kecskeméti felső járás) 241 Veszélyes hágót jelent. (Benlich szűkebb hazájában, Boszniában található Derventa város a hegyek között kanyargó Ukrina folyó partján, de ezt milyen névbe hallhatta bele Benlich, nem tudni, bár az is elképzelhető, hogy a Gödöllő előtti dombok közti átkelés minősült veszélyesnek.) 242 Kátoly (Baranya vm., pécsváradi járás) 243 Pécs (Baranya vm.)