Vízügyi Közlemények, 1937 (19. évfolyam)

3-4. szám - Szakirodalom

141 teristiche. Finalmente — seguendo la pratica russa — può essere utile costruire per ogni profilo limnimetrico le curve (B = larghezza dello specchio d'acqua, H = profondità dell'acqua, Q = portata, (B), (H) e (Q j però sono i valori massimi degli stessi nozioni, che sono rappresen­tati nei diagrammi con lunghezze unitarie) le quali possono essere confrontate direttamente. I corsi d'acqua ovvero propriamente detto i profili di osservazione possono essere classificati in alcune categorie tipiche e così conoscendo la sezione trasversale e alcuni dati sulle portate si può conchiudere alla forma della curva sconosciuta dei deflussi. Le portate estreme si calcolano a mezzo di una formula se la sezione bagnata e la pendenza sono conosciute. La formula del Matalciewicz presenta il vantaggio che non contiene coefficiente di rugosità da scegliere arbitrariamente e che in occa­sione del suo stabilimento si è tenuto conto anche delle osservazioni fatte su fiumi di pianura. Lo stabilimento dell'espressione analitica della curva dei deflussi avviene graficamente rappresentando i dati su una scala logaritmica (fig. 13) ovvero cer­cando la parabola di ragguagliamento in base ai quadrati minimi. Per scopi pratici si presta la rappresentazione mediante abachi semplici (fig. 14) ovvero si ricorre ad uso di tabella (pagina 404). Sostituendo le portate alle altezze idrometriche si è in grado di determinare i valori caratteristici e l'andamento annuale della portata nello stesso modo come si è proceduto nel caso delle altezze d'acqua (Tabella sulla pagina 408, fig. 16). È ovvio però che la portata media mensile o annuale non è in nessun modo calcola­bile dalle altezze d'acqua medie, ma bensì dalla serie delle portate giornaliere. In tali calcoli si deve tener conto delle condizioni di ghiaccio dell'eventuale rigur­gito od effetto aspirante, cambiamenti dell'alveo ecc. I dati riguardanti i deflussi unitari (lit. pro sec al Km 1) come pure le altezze di deflusso (mm) ovvero i deflussi espressi in percentuali permettono d'un lato il controllo dei calcoli, mentre dall'­altro costituiscono delle indicazioni utilissime per trarre conclusioni riguardanti alla portata dei fiumi ancora non studiati idrograficamente. Una forma particolare delle curve di andamento è la curva integrante che si presta benissimo in casi di confronti e negli studi possibilità d'immagazzinamento (fig. 15). Totali delle precipitazioni atmosferiche di un anno umido e di un anno secco messo in confronto col medio trentennale. (Fig. 16 portate del Danubio a Budapest nell'anno 1934/35.) L'uso della curva integrante è facilitato l'introduzione del concetto di misura tangenziale (fig. 16 e 17). Una forma di uso molto commodo della curva integrante è quella introdotta dal Prof. Schaffernak e chiamata ,,Curva di addizione delle differenze," i caratteri essenziali della quale sono percettibili dalla fig. 17 e dalle formule annessi.

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