Vízügyi Közlemények, 1935 (17. évfolyam)

Kivonatok, mellékletek - Kivonat a 3. számhoz

64 armonia, giacché ogni esagerazione in un senso equivale alla negligazione dell'altro e minaccia così la buona qualità del lavoro. All'esordio della sua carriera ogni ingegnere si trova di fronte a questioni di dettaglio. In questo periodo l'ingegnere esordiente agisce bene se si dedica quasi esclusivamente alla conoscenza il più che possibile addentrata delle questioni di dettaglio, giacché il colpo d'occhio e la forza decisiva, indispensabili alla capacità creatrice dell'ingegnere, possono svilupparsi solamente nel caso in cui l'ingegnere acquistò cognizioni integrali nel campo delle questioni di dettaglio ed una pratica divenuta quasi istintiva. Più tardi l'ingegnere sarà incaricato della soluzione di problemi di minore importanza ma di carattere indipendente, dove invece di insegnamenti dettagliati sulle opere da eseguire, si è precisato lo scopo il quale deve essere raggiunto a mezzo di tali opere. Ora si deve scegliere fra diverse possibilità e nella scelta si è costretto di tener conto, oltre di punti di vista prettamente tecnici, in primo luogo di esigenze inerenti allo scopo da raggiungere non perdendo mai di vista la questione delle spese. Dunque oltre alle questioni di dettaglio si presentano con sempre crescente importanza i punti di vista generali, alla soddisfazione dei quali è insufficiente di conoscere le note regole dell'idraulica, ma deve bensì sapere di sottometterle ad una critica giudiziosa. (L'autore spiega a mezzo di due esempi le sue asserzioni.) Certo che nel campo dei problemi idraulici sarebbe pericoloso di appoggiarsi unicamente a formule, risulta però ugualmente vero che negligendole categorica­mente si troverebbe privo di forti mezzi dell' intelligenza senza i quali l'ingegnere rimarrebbe in parecchie occasioni senza bussola. È manifesto che la ragione risolve le questioni e non le formule, ma appunto il lavoro della ragione è facilitato ser­vendosi di procedimenti teorici ben approvati. Già da lungo tempo l'ingegnere ha cessato di essere uno specialista ristretto. Gli interessi confidati alla sua cura esigono che egli abbia una approfondita conos­cenza concernente i campi di attività vicini al suo, importa anche molto che egli abbia chiara visione anche nei campi alquanto più lontani. Per questo i punti di vista generali saranno tanto più numerosi quanto più gli anni passati nella pratica saranno numerosi ed il campo d'attività dell'ingegnere diviene più ampio. Se l'ingegnere esordiente dimostrasi incapace di lottare per dare soluzione a questioni di dettagli, questo è un grande difetto, ma il difetto non è meno pericoloso se un ingegnere dirigente, occupandosi eccessivamente di questioni di dettaglio, si trova impedito nel riempimento del suo vero dovere di dirigere. È molto importante però che il passaggio dal campo delle questioni di dettaglio a quello dei problemi generali avvenga in un processo naturale ed ogni membro del corpo degli ingegneri debba occupare il posto al quale egli è assegnato in base alla sue disposizioni ed alle sue capacità avendo anche un'autonomia conveniente. Nella elaborazione dei progetti prevalgono i punti di vista generali, mentre nell'esecuzione le questioni dei dettagli presentansi di maggiore interesse. In ambedue i casi importano molto le questioni seguenti : la esatta conoscenza dell' ambiente esistente, la sicurità e l'economia. Quando si tratta di lavori idraulici, l'estensione dell'ambiente da esplorare, il più delle volte dimostrasi sproporzionata all'importanza delle opere, dato che frequentemente nell'interesse di un manufatto alquanto minore risulta necessaria l'esplorazione di un vasto bacino imbrifero. La questione della sicurezza non potrebbe essere risolta nel modo consueto come negli

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