Nicola Mangini: A modern Goldoni-rendezés fejlődése Olaszországban (Színházelméleti füzetek 12., Budapest, 1980)
interpretazione intéressante, che si rifaceva alle posizioni critiche di Bdmondo Rho e Silvio D'Amico, ma che ci re*> stituiva un Goldoni arcadico e un'immagine arietocratica del Settecento. Che era un modo piuttoato astratto, e comunque parziale, di "leggere" i teati goldoniani. ün intervento déterminante in quests vicenda fu quello del famoso regiata Luchino Visconti, il quale diede due saggi esemplari della modernité del suo metodo con La locandiera /1952/ e L'imprésario delle Smlrne /1957/. I suoi alleatimenti nascevano da una concezione molto reaiistica, culturalmente rigorosa, anzi puntigliosa, dello spettacolo. Un realismo, tuttavia, che ai apriva a delle figurazioni luminose, a composizioni in cui il rapporto spazio-luce si concretava in soluzioni originali e molto suggestive. Non sono mancate riserve, anche giuste, a quests rappresentazioni, ma la criticá più sensibile ha saputo rilevarne la novita, sottolineando la capacité del regista di penetrare i valori meno appariecenti della poesia goldoniana. Un discorso più^dettagliato va fatto per u iorgio Strehler, il regiata che più ha lavorato intorno a Goldoni e che oggi, a buon dirit to, é considerato uno dei maggiori maastri del teatro contemporaneo . In un arco più che trentennale egli ha aaputo dare delle prove eloquent! e per lo pih di aasoluto rilievo della sua genialita creativa, fondata su una riflessione seria ed acuta e su una vasta culture. Quaste qualité gli hanno permesso di affrontera anche, o soprattutto, il teatro goldoniano con un impegno che non ha eguali per continuité, coerenza, approfondimento critico e félicité di riaultati. Goldoni appare nel cartellone del "Piccolo Teatro di Milano" nell'estate del 1947, dunque nel primo anno della sua attivita, con II servitore di due padroni , ribattezzato col titolo Arlecchino servitore di due padroni . Con questa commedia Strehler iniziava la sua appassionata ricerca sull'opera goldoniana, partendo da un testo che si colloca all'origine del eammino artistico del commediografo veneziano e che quindi rappresenta il momento di sutura tra