Theologia - Hittudományi Folyóirat 7. (1940)
Móra Mihály: Néhány egyházi adóügyi kérdés
INHALTSANGABE — RÉSUMÉ 191 A. T. nur auf die Propheten (Am 7, 15 ; Jer 1,5; 12, 3) und auf das auserwählte Volk bezogen. (Dt. 4, 20 ; Am 3, 2 ; Oz 13, 5.) Durch die Auserwählung wird also Israel von Gott im göttlichen Heilsplan eine dem altt. Priester, Propheten und theokratischen Könige gleiche Aufgabe gestellt und darum wird es auch in die Sphäre der Heiligkeit erhoben. Es muß, wie der heilige Gott den Geschöpfen gegenüber ein ganz anderer ist, den Völkern der Welt gegenüber ein ganz anderes werden, hauptsächlich dadurch, daß es sich die göttlichen miipâtîm aneignet und so sich zu einem heiligeren Lebenslauf berufen fühlt. Nicht die Erwählung selbst, sondern die Bewahrung der von Gott auferlegten Heiligkeit gewährleistet die Privilegien der Erwählung, z. B. die Unversehrtheit des auserlesenen Volkes. Prof. Dott. Edgaro Artner: Ancora una volta sulla cristianità di Costantino. In rapporto allô studio di Andrea Ivánka (apparso qui 1939 IV.311.). L’opinione tradizionale degli storiografi cattolici che tocca la conversione di Costantino non è fondata su una leggenda qualsisia, ma sovra argomenti validissimi di archeológia e di storia. Per ottenere un concetto sicuro circa le opinioni del primo imperatore cristiano, non è lecito di ricorrere aile relazioni tendenziosa- mente insinuanti dei panegiristi pagani. La cosa delle monete faite ancora dopo 312 con simboli pagani si spiega facilemente perciochè il cambiamento non è stato introdotto subitamente. L’autenticità storica della visione ^ corne la sincerità della converzione susseguente, sono stati fatti incontestabili già negli occhi dei contemporanei. Il culto solare di Costantino non era quello pagano, cioè Mitriaco, ma seguendo tradizioni aderiva a quello ramo del neoplatonismo, ehe era il più vicino al cristianesimo. 11 carattere cristiano di Costantinopoli secondo le testimonianze dei coetanei e quelle dei monumenti è cosa certissima. Secondo il docente Ivánka tre chiese sarebbero state fondate nella nuova metropoli : la Hagia Dynamis, la Hagia Sophia e la Hagia Eirene. Quel fatto dimonstrarebbe secondo Ivánka un influsso neoplatonico, perché la medesima triade in «stretta coerenza» si ritrovasse nel Proclo e nell’Areopagita. Ma di una parte i fonti storici, che ci trasmettono la memoria delle fondazioni di chiese costantiniane a Bisanzio ed altrove, non danno sicura notizia öltre dell’origine della sola Hagia Eirene. La Hagia Sophia antica puô essere stata ben fondata dal grande imperatore, ma l’inaugurazione di questo santuario non si effettuô prima dei riegno di Costanzo. Ambedue chiese dettero luogo più tardi alia nuova Hagia Sophia di Giustiniano. Cosi la Hagia Eirene edificata da quest’ultimo imperatore non dev’essere confusa con quella costantiniana. I fonti i più antichi non conoscono una Hagia Dynamis. DalPaltra parte la detta triade non si trova nel Proclo, e 1’Areopagita, dipendente di lui, non la menziona sinonchè i membri singuli di quella, assai divisi l’uno dall’altro, nella enumerazione delle propriété divine. Ma posto chè la triade stessa si ritrovasse nelle opere dei detti scrittori, neppure in questo caso si potrebbe ammettere, chè idee neoplatoniche del quinto secolo avessero esercitato qualche influsso sui pensiero di Costantino regnante nei primi decenni dei secolo quarto. Finalmente non abbiamo bisogno di un tale supposizione,