László Szederkényi: La partecipazione dei cristiani alla vita politica nell'epoca precostantiniana - Studia Theologica Budapestinensia 33. (2008)

IV. LA PARTECIPAZIONE DEI CRISTIANI ALLA VITA PUBBLICA DAL II. SECOLO FINO ALL'ETÁ DI COSTANTINO - 3. Il problema del culto pagano

Nella concezione del dottore africano anche la presenza passiva presso sacrifici è idolatria, cosï non si puô accettare nessun invito ai culti pagani250. Tertulliano afferma che la partecipazione attiva a qualsiasi forma di sacrificio pagano è assolutamente proibita, anche l'aiuto dei sovra- ni a proposito del sacrificio. Ma è permesso servire le autorité ehe esercitano l'idolatria se il cristiano non partecipa alla loro idolatria251. Nella sua opera De idololatria, riferendosi al Libro di Enoc (99, 6-7) afferma ehe l'idolatria significa il culto dei démoni caduti252. La medesima concezione appare ne\Y Apologeticum: "Quelli ehe avete presunto esser dèi, conoscete essere démoni"253. Tertulliano si riferisce al libro dell'Esodo ehe vieta la fabbricazione degli idoli (Es 20, 1). Quando Mosè stesso ha fatto un serpente di ra­me, aveva solamente obbedito al precetto di Dio (Nm 21, 9). Questo serpente era la prefigurazione della croce di Cristo ehe ci ha liberato dai serpenti, quindi dagli angeli del Satana. Insomma non si puo fab- bricare nessun'idolo, eccetto ehe Dio stesso abbia comandato di pre- pararlo254. Il teologo africano condanna i valori romani: la loro grandezza è legata alla guerra, vale a dire alla violenza e alla distruzione di tem­pli. Ma guerra e religione si escludono a vicenda, e la grandezza stes- sa di Roma proviene dali'irréligiosité. Quindi il culto pagano è irra- gionevole255. Egli condanna la pratica pagana che permette la profa- nazione degli dèi. In tal modo i pagani fanno sacrilegi veri256. Insomma Tertulliano espone che l'idolatria non è soltanto il pro- dotto di un errore metafisico, perché è riprensibile anche moralmen- te. Il teologo africano dedica il nucleo del proprio trattato alle ramifi- cazioni dell'idolatria e aile loro implicazioni nella vita quotidiana dei cristiani del mondo romano. Egli fa anche un elenco delle professioni che i cristiani dovrebbero evitare, perché sono pericolose. Inoltre contrasta le forme indirette delTidolatria, quelle con cui la partecipa­250 Cfr. De idololatria XVI, 4-5. 251 Cfr. De idololatria XVII, 1. 252 Cfr. De idololatria IV, 2-3. 253 Apologeticum XXIII, 11. 254 Cfr. De idololatria V, 34. 255 Cfr. Apologeticum XXV, 14-17. 256 Cfr. De corona XIII, lss. 55

Next

/
Oldalképek
Tartalom