Erdő Péter (szerk.): Bűn és isteni irgalom mint a mai ember problémája - Studia Theologica Budapestinensia 30. (2002)

Ioan Mitrofan: Peccatto e Conversione Oggi (Riflessione etico-pastorale)

da Dio, con il conseguente svuotamento ontologico del suo essere. Rifiutare Dio, per l'uomo, significa rifiutare la fonte del suo essere, si­gnifica alienarsi da do ehe costituisce la fonte della sua vita, significa morire. Nei momenti di paradossale irresponsabilité ci sono i compa- gni ad approvarci nel fare le cose che appartengono al mondo... poi, piano, piano si resta da soli a decidere che cosa si deve fare per libe- rarci dalle difficoltà in cui siamo entrati. Tutte le soluzioni intermedie pensate dal figlio prodigo sono state abbandonate; paragonando se stesso con i servitori del Padre, i quali "sono provvisti abbondante- mente di pane", nasce in lui il sentimento di figliolanza e di penti- mento. Stiamo davanti ad un complesso processo della psicologia del peccato: nei più difficili momenti del nostro dramma, sempre appare una mano tesa per aiutarci. Nel dialogo con Dio, siamo spesso autorevoli e ci vogliamo liberi, indipendenti: dammi la mia parte! Come se noi stessi fossimo i veri proprietari... Questa rottura creata per 1'orgoglio, iniziata nel Paradi­so, ha pero il ritorno dal Padre. Non un ritorno qualsiasi, ma col sentimento di colpa "ho peccato contro il Cielo e contro di te..."... non sono degno, trattami corne unó dei tuoi garzoni... Il fenomeno (auspicato per la salvezza del mondo) di ritorno, è in un certo modo simile al distacco, alla rottura iniziata dalla creatu­ra: si ristabilisce progressivamente. Prima iniziano le idee di conver­sione, poi la decisione e poi ci si mette in cammino. Del modo in cui sarà realizzata l'accoglienza non abbiamo nessun idea. C'è pero una speranza ehe almeno con i garzoni siamo assimilati... Il ritorno del figlio prodigo è il nostro ritorno: lungo e faticoso. Il distacco iniziale era grande, perché si disponeva di mezzi e forza; il ritorno invece è senza nessun appoggio neanche dei vigore del proprio corpo. Se la debolezza umana nella conversione si manifesta senza dub- bio cosi, Tamore del Padre si esprime forte, trasformando tutto, restau­rando 1'intera gerarchia dei valori nel suo figlio, con la gioia e la festa. Se è grande gioia nei cieli per un convertito... e grandi guai sulla terra per molti ehe non riescono ad assimilare la fiducia di Dio in lo­ro: siamo davanti al figlio maggiore, il quale anche se padrone di fut­ta la ricchezza del Padre si mostra scontento... perché non ha avuto lui stesso un'occasione quanto piccola per rallegrarsi con i suoi amici! 66

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