Folia Theologica 9. (1998)

Anton Tyrol: L'amore di Yhwh verso gli esuli di Babilonia in Is 43, 1-13

150 A. TYROL 52,28-30 opp. Fautore poteva pensare agli Israeliti in Assiria da 2Re 17,6. II ritorno dei giudei deve essere totale e generale anche se si trovano in qualunque posto del mondo. Lo conferma la ripetizione più generale ancora: “da lontano” e “dall’estremità della terra” (mërahôq e miqesëh ha’ares). Particolarmente bella è la formulazione della relazione di YHWH agli esiliati nella formulazione “i miei figli” e “le mie figlie” (fcanay e tfnôtay). YHWH qui viene presentato corne il padre degli esiliati. Il concetto della paternità di YHWH verso gli Israeliti è presente nei molti posti dell’AT (Es 4,22; Is 1,2; 63,16; 64,7; Ger 31,9; Os 11,1). (7) L’ultimo versetto di questa unità letteraria riassume ancora una volta tutte le promesse dette nei vv. 1-7. Nei vv. 5-6 sono nominate le categorie degli esiliati (discendenza, figli, figlie) e adesso è detto: “ognuno ehe si chiama con il mio Nome...” (v. 7a) cioè tutti quanti gli appartengono perché chiamati da YHWH con il suo Nome. Essendo figli, portano il suo Nome perché Egli li ha creati e percio Egli sarà glorificato mediante la loro esistenza49 (ZB). Tutto questo è avvenuto non per elevare i giudei ma per la gloria di YHWH (senso finale). Infatti la glorificazione di YHWH è unico scopo e unico senso della storia d’Israele. Dentro quest’idea appaiono gli stessi verbi come nei v. 1: (hr’, ysr) rafforzati ancora con il verbo ‘sh che perö qui potrebbe essere aggiunto un po’ più tardi ma puö avere la funzione del richiamo della liberazione del popolo dall’Egitto (Es 14,13.31). 3.1.3. Commento di Is 43,8-9 (8) Alcuni esegeti considerano il v. 8 una parte dell’unità precedente50, gli altri invece lo cancellano e mettono alia fine del cap. 42 di Is. Gli altri ancora lo considerano un “proömium” di quello che segue51. Ma se nei v. 9 viene descritto un processo giudiziario e per lo più se in questo versetto sono menzionati i testimoni, è logico che nei processo deve partecipare il popolo di YHWH nonostante “cieco e sordo”. Anzi il v. 8 è necessario per il seguente perché viene annunziato il cambiamento delle incapacità: “sebbene ci siano gli occhi... sebbene abbiano le orecchie”. Infatti si tratta qui di una preparazione per un processo in cui Israele, essendo il testimone di YHWH, deve essere attivo. Un’altra questione è l’origine dell’indicazione “cieco... sordo”. Il 49 FOHRER G., Das Buch Jesaja, 3. Band, in: Zürcher Bibelkommentare, Zwingli Verlag Zürich / Stuttgart 1964, p. 61. 50 PENNA A„ Isaia, p. 443. 51 ELLIGER K„ Deuterojesaja 40,1-45,7, p. 309.

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