Folia Theologica 9. (1998)

Edoardo Barbieri: Panorama delle traduzioni bibliche in volgare prima del concilio di Trento

PANORAMA DELLE TRADUZIONI BIBLICHE 103 Grazie all’intervento della famiglia dei Giunti, noti editori e tipografi, Brucioli ebbe modo, sotto la guida del celebre ebraista Elia Levita, di essere avviato alio studio delle lingue semitiche e dell’ebraico in particolare: nel 1531 pubblicö la versioné dei Salmi e nel 1532, sempre presso i Giunti, Tintera Bibbia. Negli anni successivi Antonio Brucioli, che si deve immaginare costantemente ossessionato dalla nécessité di mantenere sé e la propria famiglia, intervenne più volte con lievi modifiche sui testo pubblicato, ehe ebbe in effetti numerose edizioni. Scoperte perö le simpatie dei Brucioli per la Riforma, evidenti soprattutto nel suo commento alia Sacra Scrittura, la sua traduzione venne proibita ed egli mori in grande povertà a Venezia nel 1566.* 29 Altre traduzioni a stampa (1536-1562). Nel 1536-37 Giovan Francesco da Pozzo, segretario dei Patriarca di Venezia Gerolamo Querini, pubblicö una nuova versioné di Salmi e Ecclesiaste, ehe non sembra avere goduto di particolare successo se numerosi esemplari, rimasti invenduti, furono rimesi in circolazione, con la data mutata, nel 1548.30 L’esempio seguente è tratto dalTEcclesiaste: Constantissimamente affirma il concionatore, ogni cosa in ogni tempo essere sogetta a vanissima vanitate. Quale frutto stabile piglia Tuorno di quelle cose che sono sotto il sole anco per molti modi si torca in ciö, per trovare alcun frutto? Quegli e’ quali vivono sopra la terra, assiduamente corrono alla morte, e gli altri succedono in luoco loro, la terra in questo mezzo sta immota, come uno teatro, nel quale si tratta questa favola. (Eccle 1,1 -4)31 1530, P. II, cc. 369v-370r. Su tale edizione si veda Barbiéri, Le Bibbie italiane, I, scheda 21 e I. Paccagnella, «La Bibbia Brucioli. Note linguistiche sulla traduzione dei Nuovo Testamento dei 1530», in Omaggio a Gianfranco Folena, II, Padova 1993, pp. 1075-87. 29 BARBIERI, Le Bibbie italiane, I, pp. 107-127. 30 Sui da Pozzo e la sua opera si veda Barbiéri, Le Bibbie volgari, I, pp. 139-40 e schede 28 e 51 (con la bibliográfia indicata). Posso ora aggiungere ehe il da Pozzo era un chierico-notaio, forse ben legato al mondo della tipográfia umanistica, visto ehe risulta estensore del primo testamento di Aldo Manuzio nel 1506: A. Da MOSTO, L’Archivio di Stato di Venezia. Indice generale, storico, descrittivo ed analitico, I, Roma 1937, p. 232 e H. G. Fletcher, New Aldine Studies, San Francisco 1988, pp. 10, 15, 20, 162, 166 e 171. 31 Novissima traslatione degli Psalmi davitici dall’hebreo in nostra volgar lingua [...] aggiuntovi lo Ecclesiaste di Salomone, Venezia, Bartolomeo Zanetti 1537, c. Qlv.

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