Folia Theologica et Canonica 7. 29/21 (2018)
Ius canonicum
L’IDONEITÄ PER RICEVERE L’ORDINAZIONE SACERDOTALE... 285 codice, diversi sia per entrare in seminario o per ricevere la tonsura, sia per l’accesso all’ordine sacerdotale25. Infime, all’articolo 4, riflettendo sull’obbligo di assumere lo stato clericale, si pone la questione della legittimitä delle ordinazioni in cui non c’é all'origine nessun impulso interiore; domanda inevitabile alia luce di alcune vocazioni dell’antichitä. La sua risposta - in linea con la precedente riflessione - si muove sulla linea della necessitä del libero consenso alia chiamata al sacerdozio, in questo caso percepito non da impulso interno, ma da una chiamata esterna in cui viene identificata la voce di Dio. Senza il consenso libero, perö, l’ordinazione non sarebbe legittima. La sintesi di Cappello rivela come le disposizioni del codice pio-benedettino servirono per strutturare un discorso completo sulla natura della vocazione sacerdotale e sui modi per identificarla. II professore della Gregoriana lo ha fatto partendo da quanto considerava - seguendo l'insegnamento costante della Chiesa - il dato fondamentale: l’origine divina. Da qui l’inserire la persona concreta in quell’ambito privilegiato dove la chiamata deve risuonare ed esser percepita. Vengono cost ad essere assunti i postulati della Modernitä, anche della modernitä spirituale, che ha la sua origine nei grandi autori dei secoli XVI e XVII. Tuttavia, sulla questione dei “segni di vocazione’’, padre Cappello si muove in una linea prevalentemente oggettiva. Il sentimento interiore appare solo come quello che in genere mette in moto l’uomo e lo porta a rispondere. Ma l’autenticitä della chiamata si vede principalmente nella verifica dei criteri di idoneitä stabiliti dalia Chiesa, e riservati direttamente al vescovo. Parafrasando la terminológia coniugale, si potrebbe dire che la vocazione clericale in facto esse si compone di tre elementi -vocazione divina, idoneitä e chiamata del vescovo — poiché se manca uno dei tre non potrebbe darsi. Ma non tutti hanno lo stesso valore: solo il primo (in tanto ehe include la risposta libera dell'uomo) é vera e propria vocazione. Gli altri manifestano, ciascuno a proprio modo, ehe la decisione dell’uomo é, in realtä, la risposta alia chiamata di Dio e non un mero desiderio personale. Dio chiama e nel suo chiamare, consegna le qualitä necessarie per ciö a cui chiama, e poiché Dio chiama a servire la Chiesa, consegna quelle qualitä necessarie a vivere la propria chiamata nella comunione ecclesiale. Cinque anni dopo la pubblicazione di questa terza edizione dei Tracatus ehe abbiamo discusso, Pio XII promulgo la Costituzione Apostolica Sedes Sapientiae, ehe distingueva tra “chiamata divina” e “vocazione ecclesiastica” come 25 Cf. cc. 973 §1 e §3, rispettivamente, per la tonsura e 1’ordinazione; e il 1363 per 1’ingresso nel seminario.