Folia Theologica et Canonica 7. 29/21 (2018)
Ius canonicum
276 NICOLAS ALVAREZ DE LAS ASTURIAS In primo luogo, la scomparsa tra questi canoni di ogni riferimento alia “vocazione divina”, sostituita dalia nozione di “idoneitä canonica”; a tale riguardo. il processo di redazione del c. 971 risulta paradigmatico per tutta questa materia. In effetti, il termine “vocazione divina” apparirä solo al c. 1353, nell'ambito della promozione vocazionale. La ragione di questa “omissione" é da comprendersi sia alia luce della controversia dottrinale sulla natura della vocazione sacerdotale, sia alia luce della lotta contro il modemismo e la conseguente difficoltä di fronte a nozioni ehe sembravano richiedere una verifica della natura soggettiva. E di ciö parleremo nella sezione seguente. In secondo luogo, il codice parla dell’idoneitä in termini di “assenza” (di impedimenti e irregolaritä) e di “presenza” (di quelle qualitä di cui si parla nei sacri canoni, védi c.968 §1). É l’Ordinario chi deve giudicare sugli uni e sugli altri, poiché spetta a lui il giudizio di idoneitä, di cui deve essere moralmente sicuro prima di conferire gli ordini sacri (cf 973 § 3). Terzo, il codice sembra riassumere le “qualitä” di cui al c. 968 § 1 nella conformitä di vita morale con il grado di ordine da ricevere e nella la scienza dovuta, ricordati entrambi tra altri requisiti per la liceitä dell’ordinazione in c. 974 § 1. Questi sono due requisiti - la santitä della vita e della scienza - che appaiono spesso uniti nella tradizione canonica. Infine, il Codice stabilisce come mezzo di verifica di questi requisiti sia un esame obbligatorio prima dell’ordinazione (c.996) che la realizzazione di esercizi spirituali e, abitualmente, il soggiorno in un seminario per alcuni anni. In questo modo viene a conservarsi un mezzo tradizionale (esami), si rafforza la natura obbligatoria di un altro elemento, tipicamente moderno (la formazione garantita dal vivere in seminario) e si universalizza un altro, gia adottato in diversi luoghi (la realizzazione di esercizi spirituali). I regolamenti emanati in seguito dalle congregazioni románé per applicare il codice e le disposizioni dei papi, hanno concretizzato il modo di attuare questi mezzi di verifica6. Per questo motivo, sono stato in grado di affermare che «la codificazione ha avviato un processo di concretizzazione dei contenuti essenziali dell’idoneita. in quelli ehe oggi sono considerati i quattro grandi aspetti della formazione per il sacerdozio: l’umano, lo spirituale, l’intellettuale e il pastorale»7. Aspetti concreti e valutabili ehe hanno permesso di rafforzare la dimensione oggettiva del giudizio di idoneitä, fatta non su disposizioni interne, ma su elementi misurabili nel foro estemo. Una tale oggettivitä favorisce la determinazione di quella certezza morale circa l’idoneitä del candidato, che l’Ordinario deve raggiungere in vista del consenso all’ordinazione. 6 Cfr. S.C. de Religiosis, Instr. De formatione clericali el religiosa alumnorum ad sacerdotium vocatorum deque scrutinio ante ordinum susceptionem peragendo in religionibus clericalibus (1 dec. 1931): AAS 24 (1931) 74. S.C. de Sacramentis, Instr. De scrutinio alumnorum peragendo antequam ad ordines promoveantur (27 dec. 1930): AAS 23 (1930) 120. 7 Álvarez de las Asturias, N., Decision, 62-63.