Folia Theologica et Canonica 7. 29/21 (2018)
Ius canonicum
LA NUOVA COSTITUZIONE APOSTOLICA CIRCA LE UNIVERSITÄ...165 mente aperta e in ginocchio. II teologo ehe si compiace del suo pensiero completo e concluso é un mediocre. II buon teologo e filosofo ha un pensiero aperto, cioé incompleto, sempre al maius di Dio e della verita Tenendo presente l'odiema situazione, cioé quella ehe deve essere ritenuta una vera e propria sfida a una Chiesa ehe si sente profondamente chiamata alFannuncio missionario, il Pontefice indica, al n. 4, i criteri di fondo, frutto dei Vaticano II e delFesperienza della sua applicazione in questi anni, nel simultaneo ascolto dello Spirito Santo e delle esigenze e interrogativi delFumanitä, per il rinnovamento e il rilancio degli studi ecclesiastici. Questi criteri sono: a) la contemplazione e introduzione spirituale, intellettuale ed esistenziale nel cuore dei kerygma; b) il dialogo a tutto campo; c) la inter- e la trans-disciplinarietä esercitate con sapienza e creativitä nella luce della Rivelazione; d) il ‘fare rete’ tra le diverse istituzioni che, in ogni parte dei mondo, coltivano e promuovono gli studi ecclesiastici. Con Findicazione di tali criteri, il Pontefice non fa altro che ricordare ehe il vero rilancio degli studi ecclesiastici si avrä nella misura in cui, prima di tutto, essi si rinnoveranno, ma ciö sara possibile solo nella misura in cui essi saranno motivati dalia e nella fede, quindi dal riconoscimento di quel progetto di amore di Dio che é all’origine della creazione e successivamente della redenzione. Nient’altro che quello ehe il grande san Tommaso d'Aquino ricordava nella pregnante espressione, poi divenuta quasi un motto/programma del suo Ordine, ‘Contemplari et contemplata aliis tradere'11 12. Il secondo criterio indicato “(...) é quello dei dialogo a tutto campo: non come mero atteggiamento tattico, ma come esigenza intrinseca per fare esperienza comunitaria della gioia della Verita e per approfondirne il significato e le implicazioni pratiche”13. Il dialogo presuppone dei dialoganti, ehe sono innanzitutto coscienti della loro identitä e disponibili a mettersi in ascolto delle ragioni deli’altro, con cui confrontarsi nella comune e sincera ricerca di ciö ehe é oggettivamente vero e giusto, senza voler imporsi ali’altro. Il vero dialogo nasce quindi dalFascolto delle ragioni dell’altro, che sempre, senza eccezione, quando provengono da una mente e da una volontä oneste, portano in loro germi di verita, richieste di giustizia, ricerca di senso, anche quando magari sono presentate in modo confuso e urlate in modo scomposto. In questa prospettiva, devono essere rivisti i programmi di studio, concepiti non piü con intenzionalitä apologetiche e di fatto avulsi da ogni movimento dinamico e piuttosto autoreferenziali, ma organizzati per riuscire a proporre delle risposte di senso alie 11 Cf VG, Proemio, 3. 12 “L'opera della vita attiva (...) che deriva dalia pienezza della contemplazione come l’insegnamento e la predicazione (...) é da anteporre alia semplice contemplazione. Infatti, come é meglio illuminare che non semplicemente brillare, cos! é meglio comunicare agli altri ciö che si é contemplato che non contemplare soltanto” (S. Th., II-II, q. 188, a. 6, c.). 13 VG, Proemio, 4, b).