Folia Theologica et Canonica, Supplementum (2016)
Péter Szabó, The Penal Legality and Guarantees of Self-Defense in Canon Law: CIC/CCEO
192 PÉTER SZABÓ canon law. In fact, the CCEO’90 has eliminated the “general norm” stated in CIC ’83 can. 1399, which, at least in some urgent case, allows the direct punishment of the violation of any law, including norms not protected by an explicit penal sanction. I. While defending the right of the Church to inflict penalties in a direct way, some authors recognize that on the practical level can. 1399 raises series difficulties.3 As has been clearly demonstrated, this canon is simply unsuitable to achieve the goal expected from it, since really no serious punishment can be imposed in basis of it. In fact, in a situation described in can. 1399 there are by law excluded all of the following types of penalties: (1) all automatic (latae sententiae) penalties, as they require by nature an a priori definition of the relative offence; (2) all “medicinal penalties” (censurae) since for their application the previous admonishment and a suitable time left for repentance are conditions of validity (can. 1347, § 1); (3) it is not possible to impose either any perpetual penalty, since in case of an indeterminate penalty (which is envisaged also in canon 1399) this type of sanction is also explicitly excluded by law (cf. can. 1349).4 (4) In addition, seems to be excluded all culpable behaviors attributable to mere negligence (albeit severe) or to omission of due diligence.5 3 Cf. de Paolis, V. - Cito, D., Le sanzioni nella Chiesa, Roma 2000. 368: “(•••) l’inclusione del can. 1399, che rispecchia fedelmente il tenore del canone 2222 § 1 del Codice del 1917, ha suscitato alcune perplessità, non tanto in linea teorica, quanto piuttosto sulle sue reali possibilità operative, al punto che il CCEO non contiene una simile prescrizione normativa”. Pighin, B., Diritto penale canonico, Venezia 2008. 521-522: “Sul piano dell’utilità pratica, il ricorso al can. 1399 appare piuttosto discutibile, dal momento che il sistema penale canonico prevede un’alternativa meno problematica e forse più efficace: la possibilità di costituire, come già contemplato nel Libro VI, pene determinate e non perpetue, mediante il precetto penale, inter- venedo così prontamente a fronte di violazioni gravi di una legge senza copertura penale (...) l’applicazione delle medesime pene può avvenire per via amministrativa (...) una strada particolarmente celere in confronto con quella giudiziale, che, per i suoi tempi necessariamente non brevi, non gode, di fatto, del favore dell’autorità ecclesiastia”. 4 Sanchis, J., La legge penale e il precetto penale (ftn. 1), 54—55. Marzoa, Á. - Miras, J. - Rodríguez-Ocaña, R. (ed.), Exegetical Commentary on the Code of Canon Law, IV/1. Montréal-Chicago 2004. 560-561; cf. de Paolis, V. - Cito, D„ Le sanzioni nella Chiesa (ftn. 3). 369. 5 See: “(...) i comportamenti eventualmente ricompresi in questa fattispecie devono possedere i caratteri enunciati nel can. 1321, ossia di violazione esterna, gravamente imputabile e deliberata. Vanno quindi esclusi tutti i comportamenti colposi attribuibili a mera negligenza (seppur grave) o ad ommissione della debita diligenza”, de Paolis, V. - Cito, D., Le sanzioni nella Chiesa (ftn. 3), 368; “(...) si può invocare il can, 1399 solo per i reati dolosi; per reprimere quelli colposi occorre sempre una diposizione espressa dalla norma costitutiva della pena (cfr. can. 1321, § 2)”, Pighin, B., Diritto penale canonico (ftn. 3), 522.