Csiki Ernő (szerk.): A Magyar Természettudományi Múzeum évkönyve 26. (Budapest 1929)

Arcangeli, A.: Isopodi terrestri raccolti nel 1925 in Italia dal Dr. E. Dudich ed esistenti nel Museo Nazionale Ungherese (Budapest)

Il colore è un bruno marrone dorsalmente, con macchiette giallastre indécise che hanno tendenza a formare cinque fascie longitudinale Parti ventrali biancastre. Lunghezza mm 6'5; larghezza mm 2"7 circa. Questa specie, per la presenza al davanti e al disotto del margine frontale di un rilievo che è la continuazione, verso i lati, del margine della lamina dello scudo prosepistomatico, rientra nelle Sectio Duplocarinatae del sottogenere Armadillidium s. str. di VERHOEFF (Bibl. 14, p. 463): délie specie comprese in questa sezione Arm. Apfelbecki DOLLF. (di Dalmazia ed Erzegovina) sarebbe quella che con A. Kossuthi ha maggiore affinità. Questa ultima è la prima specie di detta sezione che sia stata rinvenuta nella Penisola Italiana. Genere Haloavitiadillidiuni nov. 8. Haloarmadillidium Dudichi n. sp. Località. Campania: Pesto. nella sabbia sulla spiaggia marina (8— III; 12 cf e 4 9). Descr. — Corpo a contorno ovale assai allungato, molto convesso, con epimeri del pereion cadenti molto ripidamente"; quelli del 1° pereionite anteriormente hanno i margini laterali lievemente rialzati. Superficie tergale con granulazioni indistinte che la rendono rugosa, e setole di mediocre lunghezza, ma grossette, che la rendono pubescente. Il cephalon è del tutto incassato nel seno anteriore del 1° pereionite, gli angoli epimerali anteriori del quale arrivano, senza sorpassarli, ai canti della fronte: questi ultimi sono ad angolo ottuso e non sporgenti. Il prosepistoma si protrae all' innanzi del margine frontale in una lamina molto bassa, a margine anteriore a convessità largamente depressa, il quale margine ai lati con lieve pendenza si continua nel sottile rilievo costituente il margine frontale. Dietro questa lamina viene a costituirsi con il limite anteriore della superficie tergale del cephalon un solco trasversale senza fossetta. Due rilievi a cercine, uno per lato, della suddetta superficie si partono dai lati del sunnominato solco e decorrono paralleli al margine frontale, dilegu­andosi prima di arrfvare agli occhi. (Sono forse questi rilievi i residui del primUivo margine frontale che sarebbe stato sostituito dal prolungamen­to dei margini della lamina prosepistomatica?). Scudo prosepistomale bene distinto, più largo che lungo, l'apice posteriore del quale sotto angolo ottuso passa nella corta carena che fa capo al corto solco trasversale fra prosepistoma e mesepistoma. Gli occhi sono piuttosto piccoli, poco sporgenti, composti ciascuno di circa 12 ocelli: specialmente nel destro si possono aggiungere ocelli più piccoli e non bene individualizzati. I lobi

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