Csornay Boldizsár - Dobos Zsuzsa - Varga Ágota - Zakariás János szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 100. (Budapest, 2004)

PAGNOTTA, LAURA: Una chiesa per cinque affreschi

camera a pian-terreno e con pochissim'aria; e non molto elevati dal suolo, perché venne rialzato il pavimento, lo che impedisce che si veggano ad una giusta distanza." 13 Già Bruno Toscano aveva valutato l'intéresse della fonte citandola nella guida del 1963 Spoleto in piètre, 14 ma è possibile aggiungere un'ulteriore informazione che ne accrédita la veridicità: Pietro Fontana era il prioré della Confraternita di Santa Caterina della Stelletta che aveva avuto sede fino al 1826 nella chiesetta omonima. Non è quindi pensabile che la notizia sia falsa tanto più che allépoca gli affreschi facevano ancora bella mostra di sé sulla volta. In una lettera trovata neli'Archivio Arcivescovile di Spoleto, datata 26 ottobre 1826 e indirizzata a Pietro Fontana in qualità appunto di priore della Confraternita, il vescovo della città Möns. Mario Ancajani, decretô: "[...] Che in seguito verra profanata nelle forme canoniche la chiesa di S. Caterina e la compagnia potrà disporre al lucro premessa la opportuna facoltà e cosi avère mezzo di antistare in parte all'Elemosine di Messe di S. Gregorio Minore". 15 Questa è la premessa per la legittimazione alla svendita delfimmobile e della decorazione; dopo la conversione della chiesa in cantina, si ritenne opportuno vendere gli affreschi. Nel 1872 Mariano Guardabassi 16 in una guida ai monumenti dell'Umbria, de­scrisse la Chiesa di S. Caterina ora ad uso di bottega: "La volta di forma semicircolare reca in Affr. - Nel centro a grandi proporzioni. Cristo stante in atto di benedire ed ai quattro lati le mezze figure degli Evangelisti; opera che ricorda un'imitatore (sic) della scuola del Lippi". 17 3 P. Fontana, Descrizione della chiesa metropolitana di Spoleto, Spoleto 1848, 57, n. 33. 4 II Professor Bruno Toscano, infatti, spiega che "A pochi passi da qui [la chiesa di S. Angelo de Gilibertis, vicina alla più famosa S. Filippo Neri] alFinizio dell'attuale via F. Cavallotti, era la chiesetta di S. Caterina della Stelletta, con affreschi del XV sec. nella volta (attribuiti perfino a Filippo Lippi) che oggi più non si vedono". (B. Toscano, Spoleto in Piètre. Guida artistica della città, Spoleto 1963, 97). 5 Archivio Arcivescovile di Spoleto, fascicolo della Confraternita di S. Caterina. Viene citata la chiesetta di S. Gregorio Minore in quanto nella medesima lettera si trova un passo relativo alla cessione da parte del vescovo della suddetta chiesa alla Confraternita, poiché quella di S. Caterina della Stelletta si era resa inofficiabile. 6 Guardabassi redasse, nel 1867, le schede di Inventario o descrizione degli oggetti di Belle Arti rinvenuti nelle chiese e case délie Corporazioni e Collegiate soppresse dell'Umbria. Parte di queste schede, relative cioè solo ad una decina di chiese spoletine, è stata da me visionata presso FArchivio di Stato di Spoleto (Archivio Sordini, Serie II, Busta 8); fra di esse non ho trovato perô quella relativa alla Chiesa della Confraternita di S. Caterina della Stelletta, in quanto ledificio era già stato demanializzato durante le soppressioni napoleoniche e nel 1819, corne già detto dal Fontana e come si vedrà nei registri catastali, risultava essere di proprietà della famiglia Aluigi (o Aloigi). 7 M. Guardabassi, Indice - guida dei monumenti pagani e cristiani riguardanti l'istoria e Parte esistenti nella provincia dell'Umbria, Perugia 1872, 279.

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