Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 90-91.(Budapest, 1999)
FALCO, GIULIA: Tre coppe « megaresi »
attribuibili all'atelier del Monogrammá infine sembra suggerire l'esistenza di «succursali», secondo quanto già ipotizzato per i principali ateliers di ceramica «megarese» da F. Courby e G. Siebert. 11 Verosimilmente risolto il probléma dell'ubicazione, ancora problematica si rivela la datazione dell'officina del Monogrammá come dell'intero ciclo degli ateliers ionicoefesi. Lungi dal supportare la seriazione cronologica proposta in via ipotetica dal Laumonier, 12 la realtà archeologica al momento sembra infatti indiziare la lunga durata dell'attività délie varie officine e la loro sostanziale contemporaneità. 13 Particolarmente probante in tal senso è l'attestazione a Delo délie officine di Ménémachos e del Monogrammá (poste l'una alla meta, l'altra alla fine del II secolo a.C.) contestualmente ad ateliers collocati tradizionalmente nel I secolo a.C. (PhiIon, Athenaios, il «Plagiario»: 88-66 a.C.) in strati della fine del II sec. - inizi del I sec. a.C, e infine nei livelli di distruzione del 69 a.C. 14 In attesa della revisione e puntualizzazione dei dati al momento disponibili, 13 e soprattutto di ulteriori testimonianze in strati di certa cronologia, tali da consentire una seriazione oggettiva dei prodotti dei singoli ateliers, la datazione degli esemplari dell'officina del Monogrammá, e più in generale della produzione ionico-efesia, è destinata ancora a fluttuare aü'interno del II I sec. a.C. 3) Coppa n° d'inv. 50.366 (figg. 7-9). Ricomposta da due frammenti e restaurata in gesso nelle parti mancanti. Argilla mattone scuro (Munsell 7.5 YR 5/4). Vernice tendente al brillante di colore variante dal rosso cupo al nero, abrasa in più punti. Alt. 9.7 cm.; diam. 14.3 cm. Provenienza: Kerc (?). Bibi.: Oroszlán - Dobrovits, op.cit. (v. nr. 2), 48, nr. 14. 11 Courby, F., Les vases grecs à reliefs, Paris 1922, pp. 358, 365-366; Siebert. op. cit. (n. 3), p. 81 ; Id., Les bols à reliefs. Une industrie d'art de l'époque hellénistique, in Céramiques hellénistiques et romaines (Centre de Recherches d'Histoire Ancienne, vol. 36), Paris 1980, p. 62. 12 Laumonier, op. cit. (n. 6), pp. 11-12. Altrettanto ipotetica la cronologia assoluta proposta dal Laumonier ( 166-69 a.C), corrispondente di fatto alla datazione del porto franco di Delo. Corne osservato infatti da A. Peignard (La céramique de la Maison des Sceaux, Délos, Thèse de Doctorat, Paris 1993, p. 178, n. 234) la produzione délie officine «ioniche», ubicate al di fuori dell'isola, dovette svilupparsi in assoluta indipendenza dalle vicende storiche deU'emporio cicladico. 13 Fenomeno spiegabile, corne già proposto U. Hausmann a proposito délie officine italo - megarcsi (Hausmann, U., Phasen und Werkstätten mittelitalischer Reliefbecher, in F' Emoxr\povKr\ avvavrr]or\ yia TT/v eXXr\vWTiKr\ Kepap.nct], Aunvai 1994 , pp. 275-276), interpretanda lc firme dei vasai come marchi di fabbrica, piuttosto che singole personalità di artigiani. ^ZacjjeipOTtouXou, O. -XaxÇn,5aicr|,ri., An,X,oç-KepaptKT| OOTO TOV ôpouo Bopeiaxcm Avon,pou tu)v Aeovtcûv, in F' EmarrjpoviKrj avvavrrjor] yia rr/veXXt]viOT\Kr\ Kepapiscn, Afinvcu 1994 , pp. 240-241 ( Dromos dei Leoni: I strato: 107-88 a.C; Il strato: 97-88 a.C); Peignard, A., La vaisselle de la Maison des Sceaux, Délos, in A' EmoTt]poviKr\ avvavTr\ar\ yia rr\v eXXr\viaziKr\ Kepa/JiKt], A8u.vcu 1997, pp. 313-314 (Maison des Sceaux, strato di distruzione del 69 a.C). 15 Particolarmente rilcvante per la datazione degli ateliers di Ménémachos e del Monogrammá si profila la pubblicazione definitiva del relitto II di Apollonia di Cirene, in cui, stando alla rclazione preliminare, i prodotti délie due officine sarebbero associati ad anfore rodie dei primi decenni del II sec. a.C: Laronde, A., Recherches sous-marines dans le port d' Apollonia de Cyrénaique, RAntFr, 1987, pp. 328329.