Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 82. (Budapest, 1995)

ANDREADE MARCHI: Un punto fermo per Angelo Zoppo padovano "ignobile pittore"

47-48) a meta del corridoio del Dormitorio, che incorniciava una porta comunicante con una loggia affacciata sul chiostro della cucina, non più esistente: un Dio Padre in gloria di serafini, di scoperta imitazione mantegnesca, domina grandioso tra nubi rosate digradanti e scorciate dal basso al di là di un'arcata illusionistica super-classica, in sotto-insu, intonata al colore del porfido, ornata di lacunari, candelabra, bucrani alia base e una valva recata in volo da due putti all'apice, per regolarizzare il profilo dell'arco leggermente acuto: la pienezza carnale del volto sanguigno, su cui stacca la chioma bianchissima, e la marcatura dei profili délie mani, un po' cuoiose, sono tipiche del pittore. 35 Di fronte xxtAnnunciaúone (fig. 49) a monocromo, con pochi inserti di giallo, singolarmente impaginata, ripropone il probléma di uno stretto collaboratore (il socio Francesco di Giacomo delle Pescherie?), dai modi più gracili e minutamente disegnati, cui è dovuto, per evidente continuità matériáié, 1'intero fregio che percorre tutto il lungo corridoio del Dormitorio, sui due lati, includente clipei con Santi, quasi tutti distrutti, salvo i primi due all'estremo méridionale, San Benedetto e Santa Giustina, appena identificabili. 36 II responsabile di questa prolifica bottega è Angelo Zoppo? Nel documente del 1489 (e nell'altro dello stesso anno per il completamento degli affreschi nel chiostro della foresteria) non è specificate il patronimico, "di Bartolomeo", né il suo borgo d'origine, Fiumicello, né quell'appellativo "claudus" che egli si portava tristemente dietro. Da cio nasce la possibilité di equivoco con altri due maestri dello stesso nome, attivi a Padova nello stesso tempo: 1) Angelo di Domenichino de' Linaroli, che nel 1453 si iscrisse alia fraglia dei pittori come allievo del milanese Pietro Maggi, 37 cui era stato affidato dal fratello maggiorenne, e di cui non abbiamo più notizia dopo il 1455; 2) Angel i di Silvestro, documentato nel 1465 a bottega da Squarcione e per un lavoro non precisato nella chiesa di Meianiga, nel 1470 come teste di parte dei Pasini contro Pietro Calzetta per una lite sul pagamento di affreschi nella loro cappella ai Servi, nel 1476 come teste in casa Barzizza, nel 1487 per la commissione di una pala al Santo, nel 14% per uno stendardo della fraglia di Santa Maria del Carmine, e nel 1509 per il suo testamento. 38 35 Ivanoff, op.cit. (n. 8) p. 195, fig. 29, come Jacopo da Montagnana. Il pilastro destro c stato ri­fatto ncgli anni '60 di questo secolo. L'affrcsco è scassato secondo un profilo irrcgolare, forse di una porta più tarda, ma sembra che anche in origine questo Dio Padre grandioso non Surmontasse nessuna scena, bensi il passaggio verso la loggia. Ai lati crano degli angeli, dal momcnto che a sinistra si distingue il profilo di un'ala; probabilmente poggiavano sul parapctto grigio che è finto su di un piano arretrato, continuo al di là dei pilastri color porfido. 36 Per questi frcgi maestro Angelo si awalcva dei suoi aiuti, che il contratto del 5 novembre 1489 per il completamento degli affreschi del chiostro della foresteria ci fa capirc numerosi (vedi supra n. 27). Anche i frcgi nell'attualc Biblioteca, un locale che al tempo della pianta del 1694 era rcgrcdito a granaio c la cui prima destinazionc è mistcriosa, sono dclla stessa famiglia di quelli del vecchio Coro, del Refet­torio di osservanza, del Dormitorio e dclla cappella di San Martino, anche se le figure dei clipei non pos­sono esserc riferite alia mano di maestro Angelo in persona. 37 Lazzarini - Moschetti, op.cit. (n. 12), pp. 101, 109, 203-04 (doc. CVII), 208 (doc.CXVI). 38 Rigoni, E., Nuovi documenti sul Mantegna, Atti dell'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti 87 (1927-28), ried. in id., L'arte...op. cit. (n.30) pp.2-3, 15-17, doc. V; Id., Il pittore Nicolo Pizolo, Arte Veneta 2 (1948) p.141, nota 2, ried in Id., L'arte op.cit., p. 25, nota 2; Sambin, op.cit. (n. 28) pp. 33-34, 45-46, doc. 17; Sartori, op.cit. (Documenti n.7) pp. 242, 386. Ncl 1472 un "m(aestro) Agnolo depentor" lavora nel Palazzo Vescovile, ma c inccrto se sia lo Zoppo o Angelo di Silvestro (Zanocco, R., II Palazzo Vcscovile nella storia c ncll'arte, Bollettino diocesano di Padova 13 [1928] pp. 172-215, in part. p. 183).

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