Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 80-81. (Budapest, 1994)

BORA, GIULIO: Contributo ai disegni lombardi del Museo di Belle Arti. Aggiunte al North Italian Drawings di Iván Fenyő

70. Giulio Campi: Seena di battaglia. Budapest, Museo di Belle Arti affreschi quasi illeggibili dcll' abside della chiesa di Santa Margherita a Cremona realizzati dal Campi verso la fine degli anni Quaranta. 22 La linea seguita dal disegno milanese dalla meta del Cinquecento in poi si differenzia sostanzialmente da quella cremonese. Uno de protagonisti, se non altro per la ricchezza e varietà della produzione, è senz'altro il figlio di Bernardino Luini, Aurelio. Di lui il Museo di Budapest conserva qualche foglio significativo. Uno di questi, redatto sul recto e sul verso con la consueta foga e libertà di tratto a penna e affollamento quasi convulso di invenzioni eterogenee, quasi si traitasse di 'pensieri in libertà', 23 présenta sul recto una coppia di figure sedute panneggiate, due studi di figura nuda semisdraiata, uno di figura femminile nuda e uno di gamba, e sul verso un altro schizzo della stessa figura femminile insieme a numerosi di drappeggi (figg.72-73). Taie soluzione grafica trova pieno riscontro nella série nutrita di fogli dello stesso tenore di quell 'artista présen tandosi quali studi e esercitazioni quasi sempre senza rispondenza con opere dipinte. Secondo una pratica a lui consueta, infatti, Aurelio Luini si esercitava - prevalentemente con la tecnica a penna - a formulare fitte série di invenzioni diverse, spesso più volte riprese nei medesimi motivi ma raramente risolte secondo formulazioni definitive: una pratica che a Milano discendeva 22 Inv. 2110; penna; mm. 175 x 271 ; in basso a destra timbro di collezione (Lugt 474); sul verso del foglio, che è tagliato sul lato sinistra, appare una lunga scritta mutila, forse parte di una lettera di carattere amoroso. Inventariato come anonimo, reca il riferimento a un cremonese (Pouncey), e le scritte „G. Campi köre" (Zentai) e „G. Campi?" (F. Moro 1990). A mio avviso l'attribuzione al Campi è da confermare per via della inconfondibili tipologie e per il tratto grafico, al di là di certe soluzioni figurative sommarie. 23 Inv. 1986; penna e acquerello bruno; mm. 280 x 192. L'attribuzione si deve a Philip Pouncey. Un altro disegno del Luini con studi diversi è nella stessa Collezione inventariato fra gli anonimi (inv. 1906; penna su carta verde; mm. 265 x 405) con varie attribuzioni segnate: Figino, Palma, Passignano, fi no a quella definitiva al Luini dovuta a K. Oberhuber. Un terzo suo disegno con lo studio di un angelo (inv. 2500; matita rossa su carta azzura; mm. 222 x 123) è stato di nuovo attribuito dal Poncey.

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