Hedvig Győry: Mélanges offerts a Edith Varga „Le lotus qui sort de terre” (Bulletin du Musée Hongrois des Beaux-Arts Supplément 1. Budapest, 2001)

SERGIO PERNIGOTTI: Il frammento Bologna KS 1811

to non frequentemente, e poi perché le sue iscrizioni conservano i cartigli di Psammetico II: si tratta quindi di un documento datato a in periodo storico assai circoscritto qual è quello del regno di tale sovrano che, come è a tutti ben noto, va dal 595 al 589 a.C. ed è peraltro oggetto di un'assai ricca bibliografia prevalentemente legata alle vicende della spedizione nubiana che ebbe luogo nel suo terzo anno". Il frammento faceva parte della collezione Palagi (Nizzoli), è in basalto e misura cm 25 x 19,5 con uno spessore di 11 cm: è di aspetto informe e ci è giunto in cattivo stato di conservazione, perché la faccia principale, e a tutt'­oggi del tutto inedita 10 , è molto erasa, ciò che rende problematica e per lo più impossibile la lettura dei segni che vi erano incisi. La caratteristica più rilevante che il frammento presenta sta nel fatto che nello spessore del lato sinistro è conservata una scena in cui il proprietario della stele, Padipep, è in atto di adorazione di fronte ad Atum, raffigurato sulla sua barca: al di sotto vi è la parte iniziale di un'iscrizione geroglifica su tre colonne in caratteri geroglifici di eccellente fattura (Fig. 1 ). Tutta questa parte della stele è perfettamente conservata e la scena che vi è tracciata è di note­vole valore artistico, incisa con grande cura su un fondo perfettamente polito e delimitata ai lati da due righe incise e sormontata da un segno pt molto allun­gato che fa da cornice superiore. Il personaggio in adorazione di fronte al dio Atum è sormontato da una didascalia che lo identifica, disposta su due brevi colonne da sinistra a destra: 1. Il preposto alla st-skbh u e preposto all'harem regale 2. Psametk-em-akhet' 2 . Il titolare della stele è qui indicato solo con il suo "bel nome", mentre il nome vero si trova due volte nelle iscrizioni della faccia principale della stele. Di fronte a lui si trova il dio Atum identificato da una didascalia di una riga che corre da destra a sinistra: 1. Atum, dio grande, signore del cielo. Al di sotto della scena di adorazione vi è la parte iniziale di un'iscrizione verticale su tre colonne, separate da righelli piuttosto spessi, che va da sinistra a destra. Tutte e tre le colonne iniziano con l'espressione dd mdw: " Cf. da ultimo S. Pernigotti, / Greci nell'Egitto della XXVIdinastia, Imola 1999. "' A parte la sommaria descrizione di G. Kminek-Szedlo citata più sopra. " Cf. Bresciani, op. cit. (note 6), p. 57. Il titolo non compare sul frammento del Cairo, per il quale si veda più oltre. 12 Per tale bel nome cf. De Mculenaere, op. cit. (note 7), p. 36, nr. 31.

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