Cassone, Giuseppe: Margherita, gyönyörű magyar virágom. Levelek Hirsch Margithoz, 1906-1910 (Budapest, 2006)
Levelek
Traverso la vetrata; ond’io mi volgo E lei guardo e contemplo, e le dimando: Dimmi, o bell’astro amico e confidente Delle anime pensose e addolorate, Dimmi s’ei dorme, o se, vegliando pensa, Se a me egli pensa? - Candida una nube Vaga pe’l cielo negligentemente; S’approssima alia luna e sembra voglia Farle velo un istante; ma le bacia Appena l’orlo e passa - Ed ora i miei Pensieri anch’essi volano: la via Trovan ben tosto e seguono la nube, Che da leggero zefiro cullata Fa vela verso il sud. Ah, ma va lenta; Va lenta assail Viepiu veloci vanno I miei pensier: sorvolan nell’aria, E monti e valli, e boschi e colti campi, E colline e cittá lasciansi indietro, Finché giungono al loco ov’io li mando. E una vaga cittá, piccola e dorme Placidamente. Essi le vie ne sanno: Ecco, son giunti, e fermansi davanti Una casetta candida e romita, Ma non fanno rumor, ebé non sia rotto II magico silenzio ond’essa 'e avvolto. S’appostano pian piano a la finestra, E nella stanza insinuano gli sguardi. Ivi abita un poeta!... Il capo stanco Su d’un guanciale azzurro dolcemente Ei poggia; ha chiusi gli occhi, ma un sorriso Felice le sue labbra apre ed infiora. Ei sogna... sogna la sua giovinezza... Sogna I’amore... sogna la sua Perla, Colei ehe sola e sempre ha nella mente. O sogni cari, deh, siategli fidi! Fate ehe a lungo egli di voi si bei, Fate ehe sia felice! - Ei qualche cosa Tien stretta nella mano e al cuor preme. Cosa é mai, cosa é mai? - L’é una ciocchetta Di serici capei bruni, legata Da candido nastrino... O miei pensieri, Non lo sturbate ... lasciate ch’ei dorma