Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 36. (1983)

NOFLATSCHER, Heinrich – SPRINGER, Elisabeth: Studien und Quellen zu den Beziehungen zwischen Rudolf II. und den bosnischen Christen

56 Heinrich Noflatscher — Elisabeth Springer andavano tanto in longo; monsignor Minucci3) é stato causa di questo disordine. E per questo io non me sono messo subito in viagio, ma quanto prima affretarö la partenza; et giobia a) a punto ehe fu alii 23 di questo hebbi una longa audientia da Sua Santitá sopra questo negotio, dove me diede licentia di venire da Sua Maestá Caesarea, come dii tutto n’é infor­mato 1’eccelenza dei signor ambasciatore Coraducci4), al quale ho dato una copia della qui inclusa instructione. Et veduto la copia autentica della patente di quelli populli solicitarö quanto prima d’haver questi brevi, et di poi m’inviarö per la via di Ragusi per trovar quello confrate del- 1’habito mio qual’ ho mandato; et io in persona me tranferirö in Albania et Bosna dalli complici della fortezza, mostrandogli quanto Sua Maestá Caesarea si compiace in questo. E perché siano piú certi, sara bene ehe Vostra Eccelenza operi con Sua Caesarea Maesta ehe quanto prima mandi una patente in persona mia per assicurar gli complici della fortezza et populi di Bosna et Albania, promettendoli che sarano aiutati et ehe Sua Maestá Caesarea gli haverá in protectione et ehe sarano tutti remunerati dell’acquisto che si fará, a ogniuno dará secondo il merito loro de ville, castelli et terreni, et sarano reconosciuti amorevolmente. La presentia mia é necessaria per abocarmib) con gli complici et raguagliarli dii tutto; dove Vostra Eccelenza non dubiti che per gratia de Dio sempre ho vissuto honoratamente ehe lo sa Sua Santitá, qual me mandö per servicii tanto importanti per la Sedia Appostolica, per la qual ho servito fidelmente et ho fatto il debito mio; e per questo me fu confiscato tutti gli miei beni con bando perpetuo et taglia sopra la persona mia dalli Signori Venetiani 5). Vengo a dire a Vostra Eccelenza, si assicuri che in ogni conto et occasione gli farö honore. Et a ciö ehe non si perda tempo, la patente di Sua Caesarea Maestá sará bene che Vostra Eccelenza la mandi in mano dii capitano di Segna6), dandoli ordine ehe tenghi preparato duoicento Scochi o piú, se sará bisogno, et fidarli detta patente sigillata con coperta, se cosi sará il parere di Vostra Eccelenza come d’ogni altro secreto, et ehe non la dia in mano salvo ehe a me, dandoli Vostra Eccelenza in nota il nome mio; a ciö ehe havendo io il tempo opportuno, facci die se essequisca c) l’impresa della fortezza. Questo tutto facio a ciö che avanti 1’arrivo mio da Sua Maestá Caesarea conoscha la certezza di quello [ehe] ho giá proposto e starö con fermezza et non mancarö occorendo il bisogno mandar un gentilhomo a posta per avisar di quanto occorrerá. Et dii tutto prometto a Vostra Ecce­lenza di darne ogni satisfatione e contento a Sua Maestá Caesarea nel modo ehe gli piacerá, non desiderando altro che compiacerle in tutto e per tutto, di quanto si estende l’autoritá datami da quelli populi. Et sebene nel 3° capitulo della instructione7) si dice di levar il stendardo della Religione, non sará se non per utile e beneficio di Sua Maestá Caesarea per la [!] ragioni dette in essa che, in ogni caso, lo riconoscerá da Sua Maestá Caesarea et levará molti inconvenienti. II gentilhomo qual’ho detto di sopra8) che espedirö per la corte, sará avisata Vostra Eccelenza da quello, dove si haverá da principiare 1’entrata nel detto regno

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