Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 10. (1957)

ENGEL-JANOSI, Friedrich: Die Beziehungen zwischen Österreich-Ungarn und dem Vatikan von der Einnahme Roms bis zum Tode Pius IX.

Die Beziehungen zwischen Ósterreich-Ungarn und dem Vatikan 335 che siavi per esso impegnata l’augusta parola di Vostra Maestà, legata a forme, cui niuno al certo potrebbe mai per titolo alcuno disconoscere e manomettere, senza costringere Vostra Maestà a mancare alla fede di un patto quanto sagro, altrettanto inviolabile. E qual motivo ebbe mai il Governo di Vostra Maestà per togliere alla Chiesa ed al Suo Impero i benefizii di un atto così utile e per l’una e per l’altro? Qual fatto per parte dei sagri Pastori od altri Ministri della Chiesa venne mai a dare pretesto ad una risoluzione sì pregiudizievole alla Reli­gione ed allo Stato? Il Nostro cuore non regge a percorrere tutti e singoli gli articoli dell’ infausto progetto presentato dal Governo di Vostra Maestà, e particolarmente della relazione che lo precede. Tutto quanto seppe inven­tare un’ antica legislazione di più contrario allo spirito cattolico ed agl’ interessi religiosi, trovasi oggi ripetuto nell’atto novello unitamente a tante altre misure lesive non solo della disciplina della Chiesa, ma attentatorie finanche alla stessa sua divina costituzione. Niente infatti vi è risparmiato: la nomina dei Sagri Ministri, le funzioni del loro ufficio, il culto divino, la disciplina ecclesiastica, la pubblicazione degli atti vescovili, l’ammini­strazione diocesana, la vita monastica, i beni temporali: tutto è fatto oggetto e materia di una ingerenza ostile ed arbitraria del potere laico; non altro essendo lo scopo della nuova legge che la completa soggezione della Chiesa all’autorità ed arbitrio dello stato. È inutile che Non ripetiamo a Vostra Maestà le tristissime conseguenze, che, da questo sconvolgimento di cose nell’ordine religioso, saranno per derivare indubitatamente, non tanto a scapito della Chiesa, che infine non mancherà di trionfare, quanto a danno e detrimento della suprema di Lei autorità e del riposo de Suoi popoli. Vostra Maestà lo conosce perfettamente, e non ha anzi dubitato di proclamarlo corraggiosamente in un atto solen­nissimo, quale si fu la pubblicazione del Concordato ne’Suoi Stati fatta con sovrano Decreto dei 5. Novembre 1855 — nel quale espressamente dichiarò che: “a consolidare le basi morali dell’ordine sociale e della felicità de suoi popoli avea creduto Suo Sagro dovere di porre in armonia le relazioni dello Stato verso la Chiesa cattolica colla legge di Dio e col beninteso vantaggio del Suo Impero“ : E qual dubbio pertanto che rompendosi quest’armonia fra le relazioni dello Stato colla Chiesa Cattolica, e proclamandosi leggi in gran parte contrarie a quelle di Dio, le basi morali dell’ordine sociale e la felicità dei popoli debbano essere profondamente scosse ed altamente com­promesse? Di quà Vostra Maestà potrà scorgere con l’alta Sua penetrazione a che conduca questa pericolosa politica, che transigendo ogni giorno con l’esigenze di un partito, che mira a rovesciare troni ed altari, facilita, in luogo di arrestare, la esecuzione di sì fatali disegni. Nutriamo quindi ferma fiducia che quella mano Augusta che col sanzionare il Concordato inaugurò il riordinamento delle basi sociali ed il consolidamento della Sua autorità, non vorrà oggi, con l’abolizione del medesimo, aprir la via ad un disastroso avvenire per la Chiesa e pel bene de’ Suoi popoli. Deh! Maestà, volga uno

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