Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 1. (1948)
MAASS, Ferdinand: Vorbereitung und Anfänge des Josefinismus im amtlichen Schriftwechsel des Staatskanzlers Fürsten von Kaunitz-Rittberg mit seinem bevollmächtigten Minister beim Governo generale der österreichischen Lombardei, Karl Grafen von Firmian, 1763 bis 1770
Vorbereitung und Anfänge des Josefinismus 369 58. Kaunitz an Firmian, am 13. Juni 1765. Auch Kaunitz hat aus dem Schreiben des Bischofs von Como die Überzeugung gewonnen, daß der Prälat ohne Vorurteile, guter Oesinnung und von exemplarischer Lebensführung ist. Er gibt Firmian darin vollkommen recht, daß das Souveränitätsrecht der Graubündner nicht beschränkt werden darf. Rom muß zufrieden sein, daß die Republik den status quo wieder hergestellt hat und daß der Toleranzartikel vollständig beseitigt worden ist. Die Nichtgewährung des Konkordates wird nur dem braven Prälaten dauernde Schwierigkeiten bereiten. Wenn aber der Bischof in seiner guten Art fortfährt, in Rom darauf zu drängen und immer wieder auf die Vorteile für die Religion, die Ruhe in seiner Diözese und für sein Hirtenamt hinweist, so wird man vielleicht doch noch zum ersehnten Ziele gelangen. La lettera di monsignore di Como, che V. E. favori di comunicarmi con sua del primo andante, mi va sempre piü confer mando nella vantaggiosa idea, che sulle di Lei testimonianza ho concepito di detto prelato, sem- brandomi egli uomo senza pregiudizj, di buona fede, e di ottima condotta. Certamente che Roma pretende troppo nel ricercare, che S. M. s’interessi a far annullare di fatto l’articolo di ammortizzazione, giacché per le ragioni, che non ammettono risposta, dall’E. V. prodotte, né puö, né deve questa augusta corte vincolare la liberta, che naturalmente compete a quella repubblica,come non ha potuto ricusarsi ad accordarnele 1’esercizio, quando le fosse piaciuto di usarne. Puö ben essere contenta Roma, ehe la repubblica abbia risoluto di ritenere lo stato antico, e poiché 1’altro articolo, riguar- dante la toleranza de’ domiciliati, é intieramente annullato, avrä sempre un gran torto il ministero romano, se vorrä tenere quel buon vescovo in una continua agitazione con non ammettere un concordato, per cui si é fatto giä tanto, e tanto scritto. Se monsignore con quella buona maniera, che ha giä adottato, continuerä come spero, ad insistere su questo punto, si per lo vantaggio della religione, come per la tranquillitä della sua diocesi, e dei suo pastorale ministero, tosto, o tardo mi lusingo, ehe verremo anche a capo di questo, e il merito, che si farä monsignore sara tanto piu stimabile, quanto che in certa maniera puö dirsi, ehe si tratti di cosa disperata. Col- tivi dunque 1’ E. V., come va facendo, le buone di lui disposizioni, e procuri di sempre piü coltivarselo, ed obbligarlo, giacché si tratta di causa comune, il buon esito della quale puö molto influire al bene del reale servigio. Sono coi solito distinto rispetto di E. V. ... 59. Kaunitz an Firmian, am 27. Juni 1765. Rom sucht bei den Konkordatsverhandlungen immer neue Ausflüchte. Wir wollen aber nicht ablassen, den Bischof zu drängen, uns in unserm Vorhaben zu unterstützen; denn entweder gelingt es ihm den Starrsinn der römischen Minister zu brechen oder es wird ein solches Durcheinander in Graubünden entstehen, daß Rom gezwungen sein wird, den Schutz Ihrer Majestät anzurufen. 24