Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 1. (1948)

MAASS, Ferdinand: Vorbereitung und Anfänge des Josefinismus im amtlichen Schriftwechsel des Staatskanzlers Fürsten von Kaunitz-Rittberg mit seinem bevollmächtigten Minister beim Governo generale der österreichischen Lombardei, Karl Grafen von Firmian, 1763 bis 1770

356 Ferdinand Maaß non giä li secondi, mentre fra gli atti del capitolato del 1639 non si sono ritrovati; e de’primi ne ho fatta estrarre la copia, che ho fatto legalizzare da altro de’segretarj, secondo paria la stampa, e che pure troverä qui annessa per quell’uso, che V. A. crederä del caso. Intanto non ho ommesso di prati- care altre diligenze ne’grigioni per avere gli altri statuti, quali pervenuti che mi saranno, mi farö preciso debito di sollecitamente inoltrarli all’A. V. Osservo perö, che gli statuti rivocati non si riferiscano pienamente alia massima in oggi comunemente addottata, öltre di che gli scritti, o siano stampe sortite s’appoggiano molto all’editto fatto pubblicare da grigioni nel 1762; che veramente nella modalitä non camminava a dovere, e con- veniva riformarlo, come principalmente per tal motivo, e per l’intempesti- vitä abbiamo sempre riclamato contro del medesimo. V. A. perö coll’illu- minata sua penetrazione saprä meglio discernere di quäl peso sieno le ragioni allegate dalli contrar j, in confronto di quelle, che assistono alia legge d’ammor- tizzazione, che tende a tener in equilibrio fra cittadini ripartiti li stabili. Se in appresso ricaverö maggiori notizie, le rassegnerö all’A. V., alia quale ho l’onore di raffermarmi col maggiore rispetto . . . 45. Firmian an Kaunitz, am 25. September 1764. Die Beschwerden des Fürsten über Rom, die er ihm am 17. d. M. mitgeteilt hat, sind nur zu berechtigt. Es kann dem Staate nicht gleichgültig sein, wer in seinen Grenzstädten das bischöfliche Amt versieht, wie man aus dem Beispiele des Turiner Hofes sieht, der in Alessandria ähnliche Interessen hat. Die Suche in den Archiven wird weiterhin eifrig betrieben. Colla veneratissima di V. A. de 17 andante, nel spiegarmi la superiore sua mente intorno le occorrenze de’signori grigioni, s’e servita di comuni- carmi la copia della lettera, che Le ha scritto il signore cardinale Alessandro Albani, ed ha ben ragione di dolersi della risposta al medesimo data dal signore cardinale segretario di stato per aver instato di apettare la comen- datizia di S. M. prima di provvedere la vacante chiesa di Como. Certamente ch’esige maggiore riguardo verso il principe territoriale la provista dei vescovati, ehe quella delli beneficj semplici, e déllé pensioni, onde se si ammettono le comendatizie per li beneficj, e le pensioni, molto piü si deve ammettere per li vescovati, avendo anche il vescovato di Como una speci- alita d’essere situato sulii confini di questo stato della M. S., nel di cui ristretto v’e la piazza frontiéra del forte di Fuentes, onde sempre piu inter- essa 1’avervi persona confidente, circostanza, che pure é stata valutata ad altri principi, segnatamente alia corte di Torino per Alessandria. Vera- mente nel tempo della dominazione Sforza non ha avuto la S. Sede difficoltä d’amettere la comendatizia del dúca di Milano per l’elezione di monsignore Scarampo in vescovo di Como, come l’A. V. pótra compiacersi di ricono- scere ... Ho ordinato al regio economo di continuare dette ricerche, ma mi dice, ehe vengono a mancare i registri della dominazione di Francia, e ehe all’incominciare ehe fece la Spagna a signoreggiare questo stato, all’ora

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