Redő Ferenc: Éremforgalom Sallában (Zalalövő öröksége 5. Zalalövő, 2007)
Dall'Asia Minore l'uso della coniazione raggiunse le coste più lontane del Mar Mediterraneo, cosï naturalmente anche l'Italia e Roma, tramite i greci. Arrivö anche nel Bacino Carpatico con la mediazione greca, più precisamente tramite la Macedonia nella parte settentrionale della Grecia. Le monete di Filippo II, il padre di Alessandro Magno, furono le coniature di qualità, con le cui copie e imitazioni le locali tribu celtiche introdussero nel loro territorio l'uso delle monete. Questa coniazione perö non fu di massa, percio non possiamo parlare di un vero e proprio traffico monetario. Furono usate piuttosto probabilmente per tesaurizzazione, corne una certa forma dei beni, le quali si potevano mobilizzare facilmente e relativamente in sicurezza. (Hanno bisogno poco spazio, non mangiano e sono facilmente portabili.) Quindi le monete furono conosciute già da un secolo dagli abitanti autoctoni del nostro paese, ma divennero un vero fattore del commercio con l'apparizione dei romani. La storia monetaria nel territorio di Salla Nell'epoca della conquista del territorio di Zalalövő, quindi alla nascita del principato, i romani avevano già un sistema monetario A köztársaság-kori hátlapokon (I, 2) a triumviri monetales-ra (a pénzverést irányító hivatalnokokra) való utalást (III • VIR *R »P *C), és neveket (P *CLODIVS) olvashatunk még, a koracsászárkori hátlapokon azonban már az éremverésben bevezetett munkamegosztásjeleitfigyelhetjük: az arany- és ezüst-verés a császár privilégiuma. A senatus-nak csak. a bronzpénzek vereteséhez volt joga. Ezért a kezdeti idők bronzpénzein a hátlapok fő mondanivalója ez a tény volt: S(enatus) C(onsulto), „a senatus határozatából" (3, 4). Nincs is más a jókora sestertius-ok közepén. Később e két betű közé különböző az állam életével kapcsolatos ábrák, (trónoló) istenség, oltár) kerülnek, és lassan ezek veszik át a pénz propagandisztikus mondanivalójának nagyobb részét (5, 6). Nero veretén a S C betűk már csak mellérendelt szereplői a Victoria-ábrázolásnak (7). Sui rovesci repidyblicani (1, 2) si trovano indicazioni dei triumviri monetales (III* VIR »R *P*C) e nomi (P'CLODLVS), mentre su quelli altoimperiali si vedono i segni della distribuzione del lavoro della coniazione. La coniazione d'oro e d'argento fu ilprivilegio delVimperatore. II senatus aveva il diritto di coniare solo le mottete di bronza. Perciö neiprimi tempi il messaggio principale dei rovesci delle monete di bronzo fu questo fatto: S(enatus) C(onsulto) per decisione del senato " (3, 4). Infatti, non si vede altro al centra dei sesterzi grandi. Piü tardi vengono raffigurati tra queste due lettere simboli della vita dello stato (divinità sul trono, altare), i quali assumono lentamente la maggiorparte della propagandistica delle monete (5, 6). Sulla coniatura di Nerone le lettere S C sono ormai accessori se condari della figura di Vittoria (7).