A Nyíregyházi Jósa András Múzeum évkönyve 4-5. - 1961 (Nyíregyháza, 1964)
Gombás András: Delitti e punizioni nell’antico Szentmihály
giudiziario si completava aggiungendo ad esso il tenente della nobilita ed uno dei capi di questa. Ai nobili non si infliggevano pene corporali, ma si condannavano alla prigionia. Inoltre per aggravare la pena veniva scelto qualche altro modo di umiliazione, durante l'esecuzione della disciplina sui loro complici dovevano per esempio rimaere in piedi con il capello in mano accanto al cavalletto della tortura. I delitti che si perpetravano durante l'epoca presa in considerazione erano: ingiuria, diffamazione, calunnia, furto, disturbo dell'ordine pubblico, risse, misfatti contro alla famiglia, ai genitori, alla moglie, ubriachezza, musica in tempi e luoghi proibiti, bestemmie, offesa dell autorità, lussuria, provocazione dell'aborto, false accuse, vagabondaggio. Qualificavano allora di furto anche quello che in sostanza era imbroglio. I misfatti che si ripeteveno più spesso erani la diffamazione, il furto, l'ubriachezza, la bestemmia e la fornicazione. La rarità di certi misfatti e il confronto dei delitti perpetrati dalla popolazione di altre regioni e la proporzione di questi con la situazione di qui fanno muovere la bilancia a favore della gente di Szentmihàly, perchè la moralità di questa non era più guasta di quella di altri. A. Gombàs